71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio: scelto da Dio per convertire le anime

Desiderava soffrire sempre più e soffrire senza conforto

Il 20 settembre 1912, Padre Pio scrisse una meravigliosa lettera suo direttore spirituale padre Agostino, al quale ha manifestò tutto il grande desiderio che gli aveva di voler soffrire con Gesù e come Gesù. Dopo avergli descritto la feroce guerra, che il “cosaccio” (cioè il demonio) gli andava muovendo, gli disse tra l’altro: “Mio caro padre, l’idea del mio soffrire non metta nè sulla vostra fronte, né nei vostri occhi un’ombra che potrebbe rattristare il vostro cuore. Sì, non piangiamo, babbo mio; è d’uopo celare finalmente le nostre lacrime a colui che le manda, a colui che ne ha versate e ne versa tutti i giorni per l’ingratitudine umana. Egli si sceglie delle anime e tra queste, contro ogni mio demerito, ha scelto anche la mia per essere aiutato nel grande negozio dell’umana salvezza”. (Epist. II, 303)

Quando pare Pio scriveva queste parole, si trovava a Pietrelcina in preda a misteriose malattia, era sacerdote da soli due anni, da due anni sperimentava il fenomeno delle “prime stimmate” ed aveva soltanto 25 anni. Eppure, nonostante fosse ancora così giovane, avvertiva già il grave problema del “grande negozio dell’umana salvezza”.

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Nono solo lo avvertiva, ma lo aveva preso delle sue spalle e ad esso aveva consacrato tutta la vita e tutte le sue sofferenze. Inoltre era già cosciente di essere stato scelto da Dio, “contro ogni suo demerito” come aiuto in un “negozio” così grande. Doveva essere collaboratore di Cristo redentore. Preso da alto senso di responsabilità, non si tira indietro, ma accettava volentieri il grave compito, che il Signore gli aveva affidato. Di conseguenza, non rifiuta la “guerra assai aspra” che il “cosaccio” gli muove. Si addossa la croce di Gesù e non brama minimamente che essa gli venga alleggerita. Ma c’è di più. Esulta si santa gioia  ed esorta il suo direttore spirituale a non affliggersi per le sue sofferenze. “L’idea del mio soffrire non metta nè sulla vostra fronte, nè sui vostri occhi un’ombra che potrebbe raddrizzare  il vostro cuore”.

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In fine, al colmo del suo mistico entusiasmo, “desidera soffrire sempre più e soffrire senza conforto, e di ciò ne fa tutta la sua gioia”. Per aiutare Gesù nel “grande negozio dell’umana salvezza”, padre Pio alla sofferenza unì l’azione. Divenne, perciò infaticabile direttore di anime, ammirevole martire del confessionale, vittima dolorante sull’altare del Signore. E non si fermò qui. Ma anche nel sociale operò fruttuosamente, dando vita ai gruppi di preghiera e fondando la Casa sollievo della sofferenza.

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