Il 20 settembre 1912, Padre Pio scrisse una meravigliosa lettera suo direttore spirituale padre Agostino, al quale ha manifestò tutto il grande desiderio che gli aveva di voler soffrire con Gesù e come Gesù. 

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In fine, al colmo del suo mistico entusiasmo, “desidera soffrire sempre più e soffrire senza conforto, e di ciò ne fa tutta la sua gioia”. Per aiutare Gesù nel “grande negozio dell’umana salvezza”, padre Pio alla sofferenza unì l’azione. Divenne, perciò infaticabile direttore di anime, ammirevole martire del confessionale, vittima dolorante sull’altare del Signore. E non si fermò qui. Ma anche nel sociale operò fruttuosamente, dando vita ai gruppi di preghiera e fondando la Casa sollievo della sofferenza.
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