Padre Pio pensava continuamente, e realizza una struttura ospedaliera, via via che la sua missione diventava più aperta e solare, dopo gli anni bui delle polemiche, dei provvedimenti restrittivi e della sua persona.


Il giorno 9 gennaio 1940 alle ore 16:30 nella casa di Sanvico – Sanguinetti, si sono riuniti i signori: a signorina Ida Seitz, il dottor Carlo Kisvarday, il dottor Mario Sanvico, la signora Maria Antonietta Sanvico, la signora Mary Kisvarday per costruire un comitato per la fondazione di una clinica secondo le intenzioni di Padre Pio da Pietrelcina. I presenti, udito dal dottor Mario Sanvico quanto è nel desiderio del Padre, studiano grossomodo le direttive da prendere: con l’ausilio della Provvidenza divina, il comitato è così costituito: il fondatore dell’Opera: Padre Pio da Pietrelcina (che momentaneamente desidera non essere nominato); segretario il dottor Mario Sanvico; cassiere contabile, dottor Carlo Kisvarday; tecnico medico il dottor Guglielmo Sanguinetti; direttrice organizzazione interna la signorina Ida Sitz. Si conviene che tutto ciò che dovrà essere attuato dovrà essere sottoposto al consiglio del Padre. Farsi dare dal Padre il motto che dovrà essere la divisa del comitato.
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Il diario del dottor Sanvico annota ancora in data 11 gennaio: “Il Padre mi ha intrattenuto su come sviluppare l’opera. Penserà per il nome da dare all’opera”. Il 14 sera venne il nome atteso: Casa Sollievo della Sofferenza. Ecco come racconta Sanvico: “Quella sera, alle ore 19 ho domandato al Padre quale nome intende dare all’Opera ed egli subito mi risponde: Sollievo della Sofferenza”. Era un nome semplice, essenziale. Senza retorica e senza grandezze. Ma programmatico, concreto, con i piedi ben piantati a terra, come, pur guadagnando allo spirito, era Padre Pio .

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