71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio e le anime del purgatorio

Durante la celebrazione della Santa Messa, si fermava lungo a pregare, al momento dei morti.

Il 29 novembre 1910 Padre Pio scrisse a Padre Benedetto Nardella, suo direttore spirituale: “Da parecchio tempo sento il bisogno, cioè da offrirmi vittima per i poveri peccatori e per le anime purganti. Questo desiderio è andato crescendo sempre di più nel mio cuore tanto che ore è divenuto, sarei per dire, una forte passione. L’ho fatta, è vero, più volte quest’offerta al  Signore, scongiurandolo a voler versare sopra di me i castighi che sono preparati sopra il peccatore e sulle anime purganti, anche centuplicandoli su di me, purché converta e salvi i peccatori è ammetta presto in paradiso le anime del purgatorio. A me pare che lo voglia proprio Gesù. Sono sicuro che ella non troverà difficoltà alcuna nel accordarmi questo permesso” (Epist. I, 206).

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Padre Pio, in uno stato vittimale, ogni giorno, durante la celebrazione della Santa Messa, si fermava lungo a pregare, al momento dei morti. L’offerta vittimale di Padre Pio e le preghiere che egli elevava e faceva elevare a Dio, ottenevano alle anime in espiazione numerabili suffragi e grazie. A controprova padre Pio spesso raccontava questo episodio: “durante la Prima Guerra Mondiale Assunta Di Tommaso venne a San Giovanni Rotondo per visitare suo fratello, padre Paolino da Casacalenda, superiore del convento dei cappuccini, il quale per lei fece preparare un lettino nella foresteria, fuori dei limiti dalla clausura. Una sera padre Paolino mi  invitò ad andare con lui in foresteria per un breve colloquio con la sorella. Subito dopo entrambi si recarono in chiesa per una visita a Gesù sacramentato ed io rimasi sono in foresteria. Ero stanco e mi ha appisolai accanto al camino. Ad un tratto mi svegliai di soprassalto e vidi che vicino a me era seduto un uomo avvolto in una mantellina.  Sorpreso e spaventato chiesi: “Ohè! Chi sei tu?”. L’uomo rispose: “Sono tal dei tali e sono morto in questo convento il giorno…. nell’anno…” “E adesso cosa fai qui? domandai ancora – E lui: “Sto scontando la pena del purgatorio per avere…(e disse il suo peccato=”. Aggiunsi: “Beh domani dirò la santa Messa, però tu qua non devi più tornare”. E lo accompagnai fino alla sagrestia della chiesa. Al ritorno trovai il portone è chiuso. Suonai la campanella e venne ad aprirmi il  superiore che era appena rientrato in foresteria. Mi chiese cosa fossi andato a fare fuori dovetti raccontargli l’accaduto. Per accertarsi della realtà dei fatti, consultò i registri dell’anagrafe e  verificò con stupore che dati riferiti avevano una corrispondenza storica. L’indomani celebrai la messa per l’anima di quell’uomo che è, qualche ora dopo, mi apparve di nuovo per ringraziarmi dell’efficacia suffragio in virtù del quale che aveva terminato il purgatorio ed era volato in cielo”.

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Padre Pio, tutte le volte che saliva e scendeva le scalinata, si fermava davanti alla “pagella”. Prendeva un dischetto dal primo scomparto della cassettina e controllava a quale categoria di anime corrispondeva, in elenco, il numero estratto. Deponeva quindi il dischetto nel secondo scomparto della cassettiera e proseguiva recitando, per quelle anime che la sorte aveva segnalato, una giaculatoria un Requiem ed altre preghiera in suffragio.

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Santo Padre Pio in questo giorno in ricordo dei nostri cari defunti ricorriamo a te con le nostre preghiere in suffragio delle loro anime🙏

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