Chissà quante volte nella sua lunga vita Gesù Bambino ha voluto far sentire al cuore del piccolo Francesco, del frate fra Pio e del sacerdote Padre Pio, le sante emozioni della beata notte di Natale.
Solo in tre occasioni, però, tre testimoni, hanno potuto, raccontare quanto di straordinario stava accadendo dinanzi ai loro occhi.


La notte del 20 settembre 1919, Padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi, non riusciva a dormire. La sua cella era quasi di fronte alla numero 5. Vide una grande luce provenire dal corridoio. Era Padre Pio che giungeva dal coro, tutto illuminato che recitava preghiere con Gesù Bambino tra le braccia. Era raggiante di luce. Gli passo davanti e non si accorse della presenza del confratello. Era il primo anniversario della stimmatizzazione.
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Il 24 dicembre 1922 la concittadina pietrelcinese Lucia Iadanza raccontò che era con altre tre terziarie francescane nella sacrestia della chiesetta antica. Le quattro donne aspettavano la mezzanotte per partecipare alla Santa Messa. Intanto attorno ad un braciere recitavano il Santo Rosario nell’attesa che Padre Pio e i suoi confratelli scendessero dalla clausura per dir Messa. Però un pò per la stanchezza del viaggio, un pò per la tarda ora, le donne si addormentarono.
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Padre Pio entrò in punta di piedi in sacrestia, dalla porticina interna, che usano tutt’ora solo i frati e si diresse verso la finestra come se cercasse qualcuno. Ad un tratto una luce abbagliò la sacrestia. Solo Lucia che fingeva di dormire si accorse di tutto. Vide Gesù Bambino che andava incontro a Padre Pio che lo prese tra le braccia. Luce e splendore investirono il frate cappuccino stigmatizzato.


Molto bello. Complimenti. Tutto nelle mani di Dio che ci ama come Padre Buono.