
Fu lo stesso Padre Pio a raccontare l’impressioni delle stimmate di nostro Signore. Si tratta di una lettera, rinvenuta insieme ad altre in una cassetta gelosamente custodita da Padre Agostino da San Marco in Lamis sotto il letto della sua cella, inviata da Padre Pio il 22 ottobre 1918 a Padre Benedetto Nardella, suo direttore spirituale. Quest’ultimo, avuta vaga notizia dell’evento, il 19 ottobre dello stesso anno, al suo diletto discepolo aveva scritto: “Figliuol mio, dimmi tutto e chiaramente, e non per accenni… Voglio sapere per filo e per segno tutto e per santa obbedienza”

Il 20 settembre 1918 perciò, avvenne, la crocifissione di Padre Pio che, oltre ad essere inchiodato alla Croce di Gesù, iniziò a partecipare in maniera specialissima la missione redentrice di Cristo. E per manifestare ciò che Dio aveva operato il lui “meschina creatura”, Padre Pio prova “confusione” e “umiliazione”, due sentimenti che derivano dalla consapevolezza di aver ricevuto, nonostante l’indegnità, lo straordinario dono dei sigilli d’amore di nostro Signore. La reazione psicologica sarà meglio precisata da Padre Pio nella stessa lettera allorché scriveva: “immaginate lo strazio che esperimentai allora e che vado e esperimentando continuamente quasi tutti i giorni. La ferita del cuore gitta assiduamente sangue specie dal giovedì a sera fino a sabato.
Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e per la confusione sul susseguente che io provo nell’intimo dell’anima. Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore e col ritirare da me questa operazione. Mi farà questa grazia a Gesù che è tanto buono? Toglierà almeno da me questa confusione che io esperimento per questi segni esterni? Innalzerò forte la mia voce a lui e non desisterò dal scongiurarlo, affinché per sua misericordia ritiri da me non lo strazio, non il dolore perché lo veggo impossibile, ma questi segni esterni che mi sono in una confusione e di una umiliazione indescrivibile e insostenibile. La narrazione inizia con il riferimento della datazione, del luogo e del preciso momento in cui l’operazione avvenne.
Il 20 settembre 1918, di mattina in coro, dopo la celebrazione della Santa Messa. Sono passati 6 giorni dall’ “Esaltazione della Croce” e tre giorni dell’anniversario della stimmatizzazione di San Francesco. Padre Pio sta facendo il ringraziamento per il sacrificio eucaristico appena “vissuto” quando viene “sorpreso da riposo, simile ad un dolce sonno”. E’ il riposo dell’anima durante il quale “tutti i sensi interni ed esterni e le facoltà” si ritrovano in una quiete indescrivibile. Intorno c’è pace, silenzio! Il padre medita davanti al Crocifisso di legno la passione di Gesù.

La vista del “misterioso personaggio”, “che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondava di sangue”, lo atterrisce. Si sente morire e sarebbe morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore. Poi il personaggio si ritira ed il padre si accorge che mani, piedi e costato sono traforati e grondano sangue. Chi è quel “celeste”, “misterioso personaggio”? Diverse le possibili ipotesi.

L’autografo di Padre Pio non offre indicazioni al riguardo. Ci sono però altre fonti. Padre Agostino da San Marco in Lamis, che di sicuro avrà più volte ascoltato la descrizione dell’evento dalla viva voce di Padre Pio, nell’anno 1919 in proposito scrive nel suo Diario: “era il 6 agosto0 1918 gli apparve Gesù sotto la figura di un personaggio celeste, armato di lancia con cui gli trapassò il cuore. Egli fisicamente sentì il cuore, squarciarsi e fece sangue che si riversò per il corpo, uscendo parte per bocca, parte da sotto. Il venerdì dopo la festa delle Stimmate di San Francesco, 20 settembre, dopo la messa egli era in coro per il ringraziamento. Meditava la passione di Gesù, quando gli apparve quello stesso personaggio ma crocifisso. Egli si sentì come tramortito ed era fuori di se. Dal Crocifisso partirono cinque raggi, dalle mani, dai piedi, dal costato che ferirono le sue mani, i sui piedi, il suo costato. La visione durò pochi minuti e ritornato in sé egli si trovò realmente piagato: le piaghe facevano sangue, specie quella della parte del cuore: ebbe appena la forza di trascinarsi nella stanza per pulire le vesti tutte intrise di sangue”.

Questi che per 40 anni era vissuto con Padre Pio ed era stato superiore, confessore, consigliere ed amico, ebbe l’incarico dall’amministratore apostolico della religiosa provincia Cappuccina di Foggia, padre Clemente da Santa Maria in Punta, di interrogare il padre sull’impressione delle stimmate. L’interrogatorio venne effettuato in più riprese, negli anni 1966-67 e padre Raffaele, di volta in volta, scrisse puntualmente la sua relazione. Alla domanda di padre Raffaele, il pomeriggio del 29 marzo 1966, per aderire alla volontà dei superiori Padre Pio rispose: “Il 20 settembre, poi sempre nel 1918, dalle ore 9 alle ore 10, mentre i collegiali stavano a fare la ricreazione nell’orto, ero solo in coro al banchino al posto del Vicario a fare ringraziamento della Santa messa, e là, in un momento di assopimento e profonda contemplazione sul Cristo Crocifisso, ebbi le stimmate alle mani e ai piedi da lance o frecce luminose che partirono da Crocifisso, trasformato in un grande personaggio, e che si venera tutt’ora nel coro della piccola chiesa vecchia”.

Il crocifisso trasformato in un grande personaggio: un personaggio celeste che, anche per noi, resta tuttora un mistero.
Così avvenne la stigmatizzazione o meglio la crocifissione di Padre Pio da Pietrelcina. Un evento avvolto dal mistero! E davanti al mistero bisogna chinare il capo. Bisogna tacere.
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Vero!!!
GRAZIE PER TUTTE LE CHIARIFICAZ IONI SU PADRE PIO
Bonjour, Je vous écris du Canada, ma mère était Italienne, donc je comprend la langue, mes pour vos articles est-il possible de les traduire en Français, merci et Dieu vous benisse.
C’est triste de constater que nous ne sommes pas dignes de recevoir l’Amour de DIEU. Heureux ceux qui LE RECONNAISSENT. AMEN.