71013, San Giovanni Rotondo (FG)

 L’apparizione di Gesù Bambino a Padre Pio

"Gesù mio,Gesù mio, perché così piccolo? ...  ma dimmi... avvicinati più a me... dimmi sai parlare? Sei piccolo?"

Dalla fine del mese di ottobre del 1911 fino al 7 di dicembre padre Pio  dimorò nel convento di Venafro. Qui si ammalò e secondo la testimonianza del Padre Agostino da San Marco in Lamis, fu oggetto di varie manifestazioni diaboliche e parecchie estasi. Queste erano secondo la testimonianza di Padre Agostino: erano continue; avvenivano due o tre volte al giorno ; duravano da un’ora a un’ora e mezza”.

Erano spremere precedute o seguite da apparizioni diaboliche ed erano accompagnate da visioni di Gesù, della Madonna, dei santi, dell’Angelo custode e, qualche volta di san Francesco. In un’estasi, della quale Padre Agostino non precisò la data,   apparve a Padre Pio, Gesù Bambino.

Ecco la ricostruzione di tutta l’estasi, fatta in base al resoconto di Padre Agostino, che nel suo “Diario” ci fornisce ampie informazioni sul periodo di Venafro. Una mattina, dunque , Padre Agostino portò la Santa Comunione a Padre Pio. Questi, malato, giaceva nel lettuccio della sua celletta ed era in estasi, per cui non si accorse di nulla. Il padre Agostino, perciò, fu costretto a richiamarlo dall’estasi, facendo appello all’obbedienza religiosa. Gli disse pertanto:  “Padre Pio per più, per santa obbedienza, ricevi Gesù nelle mie mani” E, in tono scherzoso e vezzeggiativo, aggiunse in lingua francese: “Petit enfant,petit enfant” (piccolo fanciullo, piccolo fanciullo).

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Quelle due paroline, pronunziate due volte, si impressero talmente in mente di Padre Pio, che, nell’estasi seguita la Comunione, le ripeté quasi come un eco e un ritornello.
Durante questa seconda estasi, gli apparve Gesù sotto forma di piccolo fanciullo, tanto che egli ne fu altamente meravigliato e, rivolto a lui gli disse: “Gesù mio, perché così piccino stamane?.. ti sei fatto subito tanto piccolo!” Ma la meraviglia di Padre Pio crebbe quando, guardando più attentamente si accorse che quel piccolo bambino era piegato allora, rivolto All’Angelo custode così lo supplicò: “Angelo mio, vedi Gesù! …ebbene chinati…” L’Angelo,obbediente, fece un un atto di riverenza a Gesù; ma Padre Pio incalzò: “Non basta… bacia le piaghe a Gesù…”. Cosa che l’Angelo fece prontamente. E Padre Pio: “Bene!… Bravo! Angelo mio.” Però l’oggetto delle attenzioni di padre Pio non era tanto l’Angelo Custode quanto piuttosto Gesù. Perciò si rivolse nuovamente a lui e  così continuò: ”

“Gesù mio,Gesù mio, perché così piccolo? …  ma dimmi… avvicinati più a me… dimmi sai parlare? Sei piccolo?“. Seguì, con quell’ infante divino, un dialogo, che può essere così ricostruito: “Dimmi Gesù, mi sono comunicato questa mattina?”. E Gesù: “Certo che ti sei comunicato” e Padre Pio: “Si? E che mi ha comunicato mi ha comunicato?”. “ti ha comunicato  Padre Agostino. Domandalo direttamente a lui”. “Ah! Se glielo domando, mi dice la solita storia. Ti ho comunicato io! E parla pure in francese”

Il dialogo continua, accennando ad altri punti della comunione. Poi si conclude con queste parole di Padre Pio: “Ah grazie, Gesù mio grazie!… Va a posto tuo, Gesù mio”.  A questo punto entra in scena la Madonna bellissima, alla quale Padre Pio, estatico, rivolge infuocate parole di amore e di ammirazione.

Due punti ci sembrano particolarmente degni di nota: il primo, è il fatto che Gesù Bambino si a piagato e il secondo è la grande familiarità, con cui tratta con l’Angelo Custode e con Gesù. La familiarità è indubbiamente segno di intimità, nella quale Padre Pio era entrato nelle sue relazioni con i personaggi celesti.

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MERAVIGLIOSO, SUBLIME. VI AMO CON TUTTO IL CUORE !

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