71013, San Giovanni Rotondo (FG)

La profezia di Padre Pio per Padre Paolo Covino

Confratelli di Padre Pio

E il giorno di Natale 1918. Il primo Natale dopo la fine della prima guerra mondiale quando in casa Covino nasce Pietro figlio di Michele e di Maria Assunta Magno che all’anagrafe del comune di San Giovanni Rotondo viene registrato dopo sette giorni, il 1 gennaio 1919 dichiarando che la sua nascita è avvenuta il giorno di Capodanno.

Due giorni dopo viene battezzato nella chiesa madre del paese. Il 2 febbraio Mamma Assunta porta il piccolo Pietro al convento dei Cappuccini per farlo benedire da Padre Pio che da quattro mesi porta impressi nel suo corpo i segni della passione e della crocifissione di Gesù. Il cappuccino stigmatizzato traccia il segno di croce con la sua mano piegata sulla testa del neonato e le dice: “auguri, auguri, auguri”. Perché tanti auguri chiede Assunta “Questo bambino sarà sacerdote” risponde Padre Pio. Pietro cresce nella fede grazie a zia Felicia, sorella di mamma Assunta, che vive in famiglia. Voleva farsi suora ma la convinsero a cambiare idea perché la sua presenza in quella casa è indispensabile perché nei campi c’è tanto da fare e ci sono nove bambini piccoli anche se cinque di loro muoiono in tenera età. Quando Pietro vuol fare il chierichetto è lei, zia Felicia  ad insegnargli a servire la Messa. Così, fin dall’età di sei o sette anni Pietro va al convento accompagnato dal fratello Francesco per stare accanto all’altare quando celebra padre Pio e quando Francesco non può, avendo imparato la strada, ci va da solo.

Vedere il santo frate celebrare la messa, ascoltare i racconti di Mamma Assunta appresi dalla maestra Vittorina Ventrella figlia spirituale di Padre Pio, passare tanti pomeriggi nella vicina casa della parente Maria Pompilio anche lei figlia spirituale del cappuccino di Pietrelcina, fa scattare nel bambino un ammirazione profonda che presto si trasforma in desiderio di emulazione. Così Pietro decide di entrare nel seminario serafico dei Cappuccini nella sua San Giovanni rotondo ignaro della profezia fatta dal Santo frate poche settimane dopo la sua nascita.

Il 17 settembre 1935 nel convento di Marcone, Pietro indossa il saio francescano e cambia il suo nome in Fra Paolo da San Giovanni Rotondo. Professa i voti temporanei il 29 settembre 1936, confermandoli il 14 gennaio 1940. Dopo gli studi teologici compiuti nel convento di Campobasso il 21 marzo 1942 fra Paolo viene ordinato sacerdote nella chiesa del Sacro Cuore da monsignor Secondo Bologna vescovo della città che morirà l’anno seguente sotto le macerie dei bombardamenti americani dopo essersi offerto vittima per la sua diocesi. Solo dopo la messa di ordinazione Mamma Assunta confida al figlio la profezia di Padre Pio: “ora posso morire contenta perché si sono avverate le parole di padre Pio e gli raccontò della profezia fatta 24 anni prima.

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Padre Paolo svolge il suo ministero in vari conventi. Per cinque anni a Cerignola. Per 17 anni nel convento di Sant’Anna a Foggia. Per tre nel convento di Santa Maria del Monte a Campobasso e poi inspiegabilmente a giugno del 1968 viene destinato a San Giovanni Rotondo come sacrista. Spesso serve la messa a Padre Pio compresa l’ultima quando l’anziano cappuccino di Pietrelcina sta per svenire a causa di un collasso.

Padre Paolo si trova dunque nel convento di San Giovanni Rotondo in quella notte in cui padre Pio termina il suo cammino terreno: “corsi nella nella n.1 e il dottor Sala ripeteva continuamente “padre Pio lo perdiamo, Padre Pio lo perdiamo. Chiesi al superiore di prendere l’olio santo per far amministrare l’unzione degli infermi a Padre Pio. “Sbrigati e fai presto” fu la risposta di Padre Carmelo, guardiano del convento. Nessuno volle amministrare a Padre Pio l’olio santo ed il guardiano mi incaricò. Appena terminai tutte le preghiere Padre Pio spirò” 

L’anno seguente Padre Paolo è trasferito nel convento di Larino con l’incarico di cappellano dell’ospedale. Nel 1973 è San Severo per tornare a San Giovanni Rotondo nel 1985 come cappellano dell’infermeria provinciale da dove non si è più spostato. Un lungo ministero principalmente dedicato ai bambini e ai ragazzi che chiama con l’appellativo di “scamorzella”: cordigeri, scout e negli ultimi anni un ministero dedicato agli alunni delle scuole elementari della sua città conquistando con la sua parola semplice e con la sua coerenza di vita tanti di loro e in qualche caso diventa strumento della chiamata divina.

Ben quindici sono le vocazioni alla vita religiosa e sacerdotale sbocciate grazie a lui tra cui il nipote fra Paolo Maria Cuvino, un vescovo S. Ecc. Padre Giuseppe Piemontese e altri tra preti, frati conventuali, minori e cappuccini.

Raccoglie i suoi ricordi con Padre Pio nel libro “Ricordi e Testimonianze”.

Fra Paolo è un frate autentico a cui non si può che voler bene. Ecco perché sono stati in tanti a fare corona per il 50º anniversario della sua ordinazione sacerdotale e poi anche per ringraziare il Signore in occasione dei sessant’anni di ministero così come per un evento che ha richiamato nella Chiesa inferiore di san Pio una folla di parenti, amici, estimatori: una ricorrenza più unica che rara. Settant’anni di sacerdozio. 

Nello stesso anno, il 17 dicembre 2012, fra Paolo da San Giovanni Rotondo, all’età di 94 anni, raggiunge il Paradiso il suo illustre confratello cappuccino: Padre Pio

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