71013, San Giovanni Rotondo (FG)

L’ultima notte di Padre Pio

“Presto! Presto! Padre Pio sta male!” Nel silenzio della notte, l’annuncio di padre Pellegrino, ripetuto di cella in cella con toni allarmanti e preoccupanti, rianimò all’improvviso il lungo corridoio del convento.

Erano circa le 2 Padre Pellegrino da Sant’Elia a Pianisi, uno degli assistenti di padre Pio, aveva iniziato alle ore 21 al suo turno, dopo che Padre Mariano da Santa Croce di Magliano si era allontanato dalla cella. Si era messo in ascolto, accanto al citofono sempre acceso. Padre Pio lo aveva chiamato cinque o sei volte chiedendole con insistenza l’ora come fa chi, trepidando, è in attesa di un appuntamento importante. Aveva gli occhi rossi di pianto, ma era sereno. Verso mezzanotte, l’espressione implorante di un bambino che ha paura, aveva detto al caro confratello Resta con me figlio mio!”. E gli aveva stretto forte le mani. Gli aveva chiesto di celebrare per lui la Santa Messa del mattino e s’era voluto confessare. Pio aveva aggiunto: “Figlio mio, se oggi Signore mi chiama, chiedi perdono ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato; e chiedi ai confratelli e ai  figli spirituali una preghiera per l’anima mia”. Padre Pellegrino aveva risposto: “Padre spirituale, Io sono sicuro che il Signore la farà vivere ancora a lungo; ma se dovesse avere ragione lei, posso chiederle un’ultima benedizione per i confratelli, per figli spirituali e  i suoi ammalati?”

In quel momento, davanti alla mente di Padre Pio ritornò scena che gli aveva spezzato il cuore, dopo che si era accasciato sulla sedia a rotelle quella mattina, al termine della sua Messa. La folla, i gruppi di preghiera, gli ammalati, con le mani alzate verso di lui. “Figli miei! Figli miei!” Non è riuscito a dire altro. “Sì che li benedico tutti!”, aveva assicurato a Padre Pellegrino.  “Chiedi anche al superiore che dia lui per me questa ultima benedizione”. Ed era scoppiato in lacrime.

Il primo ad arrivare nella cella di padre Pio fu Padre Guglielmo. Padre Pellegrino corse a telefonare.

Uno dopo l’altro giunsero il padre guardiano, il padre Mariano, gli altri confratelli, nipote di Padre Pio e i medici Sala, Gusso e Scarale. Padre Pio era seduto sulla poltrona. Aveva gli occhi chiusi, la testa leggermente chinata in vanti. Respirava molto affannosamente, con un lieve rantolo in gola. All’una aveva detto al padre Pellegrino: “Senti figlio mio, io qui a letto non respiro bene. Lasciami alzare. Sulla sedia respirerò meglio”. Si era avviato “dritto e spedito” verso il terrazzino. Aveva guardato in giro come se con gli occhi avesse cercato qualcosa. Ma dopo 5 minuti “non ce la faccio”, ed era ritornato in cella. Sulla poltrona aveva cominciata impallidire. Il sudore che gli imperlava la fronte era diventato freddo. Quando padre Pellegrino, notando  le sue labbra livide, si era mosso per chiamare qualcuno, con paterna premura e con insistenza aveva detto “Non svegliare nessuno”. Ora però erano tutti svegli, Il turno a lui. “Padre! Padre!” disse il guardiano del convento Padre Carmelo da San Giovanni in Galdo. Padre Pio non rispose. Probabilmente aveva sentito la voce del superiore. Aveva avvertito la sua presenza, ma la sua mente e il suo cuore non erano rivolti unicamente a Dio. Con voce fievole ripeteva: “Gesù,Maria! Gesù, Maria”.

Padre Carmelo si sentì smarrito di fronte alla terribile realtà che, ad ogni costo, avrebbe voluto respingere. Corse a chiamare il padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi che si trovava in quei giorni a San Giovanni Rotondo. Dormiva nella cella numero 2 del nuovo dormitorio Egli era stato confessore di padre Pio, guardiano ed economo per tanti anni. La sua esperienza sarebbe stata d’aiuto in quel momento. Insieme ritornarono nella cella del padre Pio. L’ iniezione rimedi soliti che sempre lo avevano sollevato in altre crisi del genere, questa volta non producevano effetti. L’asma bronchiale era indomabile. Che fare?

Il dottor Sala consultò orologio e decise, con gli altri due medici, di fare al padre una seconda iniezione. Venne avvicinata alla bombola di ossigeno e praticata la respirazione artificiale. Erano gli ultimi, disperati tentativi per conservare ancora una vita tanto graziosa. Il dottor Scarale accompagnato dall’infermiere Pio Miscio controllava il polso. Quegli attimi sembrava un’eternità. Padre Paolo da San Giovanni Rotondo sacrista del santuario, preso l’olio Santo e amministrò a Padre Pio il sacramento degli infermi. Il superiore, Padre Raffaele e Padre Mariano inginocchiati rispondevano le preghiere. Ad un tratto il medico gridò: “Il polso riprende, il polso ritorna…” Ma si trattò di una tenue, fugace illusione. I frati iniziano a pregare dalla raccomandazione dell’anima, il padre nostro, l’Ave Maria, l’invocazione a San Giuseppe patrono dei moribondi. Poi le giaculatorie: “Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria assicuratemi l’ultima agonia. Gesù Giuseppe e Maria, spiri in pace con Voi l’anima mia”. Padre Pio, sereno, tranquillo, non respirava più. Aveva chinato dolcemente la testa sul petto. Il dottor Scarale abbandonò il polso e disse con tristezza: “E’ andato!”. Erano le 2:30.

Padre Pio, immobile, con le sue labbra schiuse, forse in un ultimo bacio. Non aveva voluto morire a letto ma sulla poltrona. Su quella poltrona dove aveva passato ore e ore in preghiera, dove aveva ascoltato, consigliato, illuminato e confortato tanti confratelli, tanti sigli spirituali e tante personalità. Aveva voluto morire sul “posto di lavoro”, con la corona in mano. Aveva lasciato il letto, col pretesto di non respirare bene. Si era voluto alzare per attendere in piedi, vestito dell’abito religioso, la venuta del Signore.

Poiché sudava molto per la febbre, per la debolezza o altri misteriosi fenomeni, il superiore, fino al marzo del 1965 lo aveva dispensato dall’ indossare, di notte, il saio, perché gli dava non poco fastidio. Aveva dovuto insistere. Padre Pio aveva accettato la dispensa solo per l’obbedienza. Scoppiando in un pianto dirotto aveva esclamato: “Sono 62 anni e non ho mai lasciato l’abito religioso!”. L’aveva messo per la prima volta il 22 gennaio del 1903, a Morcone, dove aveva fatto la vestizione religiosa. Ecco perché quella notte aveva voluto aspettare in piedi sorella morte, con l’abito di San Francesco indosso, quell’abito che aveva tanto onorato e che aveva sempre portato con devoto rispetto e religioso trasporto.

Una commozione violenta pervase l’animo dei presenti. Ognuno volle baciare la mano del padre. Il superiore pregò tutti di uscire dalla stanza per consentire i pietosi uffici del corpo del padre. Nella veranda attigua alla cella numero 1 fu preparata la camera ardente. La salma, prima di essere esposta in chiesa, venne ricomposta. Padre Pio appariva bello, sereno nella solennità della morte. Sulle spalle la stola sacerdotale. Tra le mani crocifisso, la corona del Rosario e la Regola francescana. Finalmente, aveva finito di soffrire. Negli ultimi tempi si era allontanato dagli altri quasi per preparare se stesso e i confratelli al definitivo distacco. Appariva oltremodo affaticato, smarrito, assente dalle cose che lo circondavano, completamente immerso in Dio. “Padre come si sente?” – “Male, male figlio mio. Solo la tomba mi manca. Sto più in là che di qua. Prega il Signore che mi faccia morire”. Sarebbe dovuto morire sull’altare quando aveva barcollato alla fine della Santa Messa. Ma Gesù lo aveva conservato in vita per non rovinare la sua giornata di festa e per dargli la gioia di vedere, uno per uno tutti i suoi figli spirituali.

Viene deposto in una bara di legno per un agevole trasporto in Chiesa. Si formò un mesto corteo di confratelli, parenti e amici. Tutti, con le candele accese in mano, recitavano il “Miserere”. Precedeva l’amministratore Apostolico padre Clemente da Santa Maria in Punta che, tempestivamente, era giunto da Foggia con il padre segretario e con gli altri frati. La salma di Padre Pio viene sistemata nel presbiterio del santuario. Alle ore 8:30 una marea di gente straripò dalle navate interne gridando, pregando, piangendo.

Il paese intanto veniva  tappezzato di manifesti funebri. Su uno striscione di carta su cui era scritto il “lutto cittadino”, un uomo, asciugandosi le lacrime con dorso della mano aggiunse “…. e mondiale”. Nella cripta appena completata, si predisponeva la sepoltura.

 

 

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Meshach Chindaba

In death you reached out to touch us O St Pio of Pietrelcina. Accompany us with your prayers so that I may be true to my consecration to the Immaculate Heart. May I be granted the grace to see the face of God and to be transformed into the image of God. May I see Jesus in my neighbour and so serve him in his needs and befriend him. May my son Ariel experience a conversion of heart and return to the sacraments.

San Padre Pio, non ci ha mai lasciato, definitivamente. Ricordate cosa disse una sera, alla sua figlia spirituale Berenice : farò più chiasso da morto, che da vivo ‘. E così è, quando lo preghiamo,Egli è sempre lì, ad ascoltarci. E se può, ad aiutarci..!! In fondo nostro Signore Gesù e la Madonnina, non riescono a dire no, al nostro “Padre Pio” così sia.

Graziella Giustini

Padre Pio è vivo in mezzo a noi continua a guidarci per poterci aspettare alle porte del Paradiso. Prega Padre Santo perché possiamo meritarci il Paradiso

Grazie lo Amo tanto.

San Pio non è morto, ma è rinato a nuova vita per poterci vegliare ed aiutare ancor di più dal paradiso e intercedere per noi a Gesù Cristo

Padre Pio ti chiedo una guarigione per me se è possibile e prodeggi tutta la mia famiglia grazie amen 🙏🙏🙏🙏🙏❤️❤️❤️❤️❤️

San Pio prega e benedici e proteggi me e la mia famiglia nella salute , nell’amore e nel lavoro 🙏

Prega per mio marito e me per avere un po’ di serenita nella vita e per mio fratello che viva sempre senza dover soffrire della mancanza di nostra madre Amen

padre Pio ho trovato la prima volta una tua immagine nella rianimazione dell’ospedale di Lacco Ameno avevo appena 32 anni poi come o potuto sono venuto a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo dove ho sentito una grande forza venire a me purtroppo ora che ne avrei bisogno non posso venire comunque sei nel mio cuore pace a te e stammi vicino

Padte carissimo, prega per la guarigione dei miei due bambini

padre Pio ho trovato la prima volta una tua immagine nella rianimazione dell’ospedale di Lacco Ameno avevo appena 32 anni poi come o potuto sono venuto a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo dove ho sentito una grande forza venire a me purtroppo ora che ne avrei bisogno non posso venire comunque sei nel mio cuore pace a te e stammi vicino

Riposa in pace San Pio dammi forza che mi devo fare un intervento alterie bacinale in Germania il 26settembre 2019 dammi forza grazie e perdona i miei peccati
Ti voglio bene

Padre conosci il mio cuore e sai che con la fede in Dio Padre onnipotente desidero ardentemente camminare. Prendimi per mano come hai sempre fatto ed aiutami a divenire una zelante terziaria francescana. Benedici questo cammino e poggia la tua mano sul mio capo. Felice sarò quando un giorno potrò abbracciarti in Paradiso. Tua figlia da sempre.

Ciao Padre Pio, oggi sono passati 50 anni dalla tua morte, ma sei sempre vivo per i tuoi fedeli…io ho bisogno di te e tu sai di cosa parlo ti prego abbi pietà di me e intercedi con Dio affinché io possa ricevere l’aiuto di cui ho bisogno, ciao San Pio, sei sempre nel mio cuore♥️🙏♥️🙏

Padre Pio ho avuto la fortuna di conoscerti , sei uno di Famiglia! Proteggi tutta la mia Famiglia ed intercedi per la piccola Alice!❤️

Grazie Padre Pio so che s’ e’i sempre con me e che mi proteggi sempre confido sempre in te e sopratotto nel nostro Signore Gesu Cristo che ci vuole bene a tutti.

Caro Padre Pio , così ti ho conosciuto e così sono abituato a chiamarti . Ricordo quando ero ricoverato a S . Giovanni Rotondo in ospedale e dopo un prelievo di sangue svenni e ritardavo a riprendermi tanto che gli infermieri cominciarono seriamente a pensare al peggio …..e Tu mi apparisti con un sorriso e pian piano ricominciavo ad avvertire la ripresa dei sensi e per primo il cervello mentre sentivo parlare gli infermieri che dicevano ” facciamo l’ultimo tentativo” Non c’è stato bisogno , Hai provveduto al tutto Tu . Ed altri episodi ancora……un immenso GRAZIE che non ha uguali .

Nicola Ciccarelli

Cao Padre Pio l’unica cosa che posso fare è un eterno riposo, come del resto faccio spesso, affinchè tutte le tue sofferenze vissute nella precedente vita, ti siano d’aiuto in questa nuova vita.
Intercedi sempre per me e per tutti quanti hanno bisogno, presso La nostra Gloriosa Madre, il suo caro Figlio Gesù Cristo e Dio Padre Onnipotente: Che Dio ti Benedica ovunque tu Sia.

une prière pour toi Padre Pio qui est et restera toujours a nos cotés

Ti amo e ti adoro, spero credo e confido in te padre Pio.

Padre Pio guidaci affinché possiamo meritare il Paradiso, non ci abbandonare nel nostro esilio terreno ! Grazie Padre Pio .Ho sentito sempre la tua presenza nella mia vita !

padre prega x tutti noi

Caro Padre Pio proteggi me e la mia mamma la mia Nazzarena il mio Tommy e
i ragazzi in adozione.Ti voglio tanto bene. Grazie

Padre Pio regalami salute e serenitá

Padre Pio ti prego prenditi cura di mio papà fa che guarisca e che viva sereno, so che ci sei, ti prego proteggi tutta la mia famiglia da qualsiasi male ,dai tanta forza a mia mamma, proteggici, proteggici. Amen

La grandezza di S. Pio ha piegato ogni cuore, ogni animo che, a Lui si sono rivolti chiedendo grazie di ogni genere.

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