
La sua vocazione sboccia grazie allo zio, padre Vincenzo Frezza, frate cappuccino della provincia di Sant’Angelo Foggia. Entra cosi in seminario a Vico del Gargano e, successivamente prosegue gli studi a Pietrelcina e a Sant’Elia a Pianisi. Riceve il saio francescano il 3 ottobre 1964 ed emette la professione temporanea dei voti il 4 ottobre dell’anno successivo, confermandola definitivamente il 26 marzo 1972.
Segue gli studi di teologia nei conventi di Montefusco, Campobasso e San Giovanni Rotondo preparandosi all’ordinazione presbiterale, che riceve il 6 ottobre 1973.

Padre Massimo a scuola è un insegnante che stabilisce sempre un rapporto immediato e fecondo con i suoi alunni. Ma il suo campo privilegiato è il teatro. Ama il teatro. Per 10 anni è il responsabile della storica “sala Pace e Bene” della parrocchia Immacolata di Foggia. Scrive e dirige come regista alcune opere e trasmette ad altri la sua passione e le sue capacità.

È il regista del primo documentario dedicato ai conventi in cui ha soggiornato Padre Pio. Si impegna con Tele Radio Padre Pio a dare voce all’epistolario del santo Cappuccino. E negli ultimi anni nella notte del Beato Transito del Santo Stigmatizzato, tra il 22 e il 23 settembre, legge ai numerosi fedeli che giungono a San Giovanni Rotondo, per la Festa di San Pio, la testimonianza di Padre Pellegrino Funicelli. I suoi ultimi lavori: la rappresentazione su fr. Daniele Natale e la stigmatizzazione di san Pio ci danno occasione di guardare da una nuova prospettiva la vita e il mistero dei due suoi straordinari confratelli cappuccini.
Padre Massimo cerca di essere sempre un frate che “appartiene alla gente” e come ogni artista pensa più agli altri che a se stesso e con gli altri condivide i sentieri del cuore che, spesso, sono fuori da schemi e dalle pre-costituzioni. Un legame particolare lo stabilisce con la cittadina di Vico del Gargano dove vi resta per più di vent’anni. Qui trova un ambiente favorevole e fecondo per il suo particolare ministero, nei volti della gente e nell’affetto del popolo garganico.
A Vico ogni domenica alle 11,30 celebra la Messa degli Artisti che mette in risalto il ruolo dell’arte all’interno della liturgia. Fonda il Laboratorio Teatro K, un viaggio didattico sulle strade del teatro nel Gargano, che vede la formazione di oltre 300 allievi tra ragazzi e adulti da 12 a 70 anni: studenti, medici, avvocati, farmacisti, pensionati, casalinghe, artigiani, musicisti, pittori e scultori. Nelle tradizioni della Settima Santa molto cara al popolo di Vico, sa svelare nei drammi della vita di ogni giorno, la sofferenza di Maria ai piedi della Croce.

Purtroppo il suo pellegrinaggio umano si trasforma, nella ricerca della soluzione migliore per la sua salute e per il suo stato d’animo, tra l’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, il centro medico “Madonna della Libera di Rodi” e la struttura di riabilitazione “Gli Angeli di Padre Pio” di San Giovanni Rotondo.
Il 28 gennaio 2021, all’età di 73 anni, nel centro medico di Rodi Garganico, fr. Massimo Montagano da Casacalenda, incontra sorella morte, l’ultimo tra i soggetti del suo personale Cantico delle Creature. Sorella morte non da a Padre Massimo la possibilità di concludere il suo ultimo progetto: Giuda, il discepolo che ha tradito Gesù. Raccontare una figura non positivamente popolare, ma nella quale si possono rintracciare quei misteriosi percorsi umani che caratterizzano il cuore di ognuno. Sorella morte, però, gli spalanca le porte dell’eternità, in cammino verso il Paradiso che è solo l’inizio di un grande spettacolo.
riproduzione riservata


