71013, San Giovanni Rotondo (FG)

La finestra della cella n.1 di Padre Pio

Testimone di eventi straordinari

Quella finestra, segnata da una croce, è stata testimone di eventi straordinari, di mistiche ascensioni, di immane sofferenze, di quotidiani, singolarissimo “fatti di sangue”. Ha filtrato arcane luci di radiose aurore e ombre tenebrose di notti senza fine.

Ha seguito da vicino ciò che è avvenne, in una notte di settembre del 1968. Padre Pio era a letto, caricato sul fianco destro. Voleva sapere l’ora ma non riusciva a  vedere le lancette sul condominio. Per mezzo di un citofono chiamò il padre Pellegrino. Questi accorse e mentre gli diceva che erano da poco passate le ventuno, notò che i suoi occhi erano bagnati di pianto. Glieli asciugò e tornò nella sua cella. Verso mezzanotte, Padre Pio chiamò ancora il caro confratello e, con occhi imploranti, stringendogli forte  le mani come un bambino in preda alla paura, gli disse: “Resta con me, figlio mio!”. Con insistenza chiese ancora l’ora poi aggiunse: “Stamattina celebrerai per me la santa Messa”.

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Volle confessarti. Subito dopo, al padre Pellegrino, rivolse queste parole: “Figlio mio, se oggi Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli per tutti i fastidi che ho loro dato. Ad essi e ai miei figli spirituali chiedo una preghiera per l’anima mia. Loro sanno quanto li ho amati… Li benedico tutti!”

Rinnovò l’atto di professione religiosa. Si fece poi accompagnare sul terrazzino ma, appena giuntovi, commentò: “Non ce la faccio!“, e con la sedia a rotelle raggiunse nuovamente la sua cella. Adagiato sulla poltrona, cominciò presto a impallidire. Un sudore freddo gli imperlava la fronte mentre le sue labbra, diventate livide all’improvviso, ripetevano continuamente con un filo di voce: “Gesù Maria!”.

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Padre  Pellegrino (nella foto), si mosse per chiamare gli altri confratelli anche se l’Uomo di Dio cercava di fermarlo dicendo: “Non svegliare nessuno”. Quanta carità! Quanta sottile delicatezza! “Padre Pio sta male!” la voce corse di cella in cella. Giunsero i medici per fare un’iniezione, per dare con la cannula l’ossigeno. Invano! Padre Paolo Covino amministrò il sacramento degli infermi. I frati in ginocchio, pregavano intorno. Alle 2:30 circa del giorno 23 del mese di settembre, Padre Pio, invocando i nomi sacri di Gesù e di Maria, chinò il capo dolcemente sul petto, e spirò.

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