Quella finestra, segnata da una croce, è stata testimone di eventi straordinari, di mistiche ascensioni, di immane sofferenze, di quotidiani, singolarissimo “fatti di sangue”. Ha filtrato arcane luci di radiose aurore e ombre tenebrose di notti senza fine.

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Rinnovò l’atto di professione religiosa. Si fece poi accompagnare sul terrazzino ma, appena giuntovi, commentò: “Non ce la faccio!“, e con la sedia a rotelle raggiunse nuovamente la sua cella. Adagiato sulla poltrona, cominciò presto a impallidire. Un sudore freddo gli imperlava la fronte mentre le sue labbra, diventate livide all’improvviso, ripetevano continuamente con un filo di voce: “Gesù Maria!”.
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Padre Pellegrino (nella foto), si mosse per chiamare gli altri confratelli anche se l’Uomo di Dio cercava di fermarlo dicendo: “Non svegliare nessuno”. Quanta carità! Quanta sottile delicatezza! “Padre Pio sta male!” la voce corse di cella in cella. Giunsero i medici per fare un’iniezione, per dare con la cannula l’ossigeno. Invano! Padre Paolo Covino amministrò il sacramento degli infermi. I frati in ginocchio, pregavano intorno. Alle 2:30 circa del giorno 23 del mese di settembre, Padre Pio, invocando i nomi sacri di Gesù e di Maria, chinò il capo dolcemente sul petto, e spirò.
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