Padre Pio da sacerdote, viveva il Natale nell’attesa.


Il Santo di Pietrelcina voleva che nella notte della Natività fossero presenti, nella chiesetta antica del convento, le sue figlie e i suoi figli spirituali. Fu contento, un anno, di vedere, vicinissime all’altare, Adelia Maria Pyle, la contessa convertita Luisa Vairo, le sorelle Lagorio, Antonietta Vona, Elena Bandini, Assunta Di Tomaso, le sorelle Serritelli, le sorelle Ventrella, le sorelle Campanile e Lina Fiorellini.

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Le sue labbra disegnavano sorrisi di gaudio mentre tutti poggiavano le labbra sulle ginocchia o sui piedini di Gesù Bambino. Quindi, «a cuore aperto e a voce spiegata», si univa al coro dei confratelli e dei fedeli per cantare “Tu scendi dalle stelle”, la dolce canzoncina composta da Sant’Alfonso M. de’ Liguori. In sacrestia riceveva, formulava e ricambiava con gioia gli auguri dei devoti figli del suo spirito. Neppure lui riusciva a descrivere ciò che provava nella notte santa. Al padre Agostino da San Marco in Lamis scrisse: «Il celeste Bambino faccia sentire anche al vostro cuore tutte quelle sante emozioni che fece sentire a me nella beata notte allorché venne deposto nella povera capannuccia! Oh Dio, padre mio, non saprei esprimervi tutto quello che sentii nel cuore in quella felicissima notte. Mi sentivo il cuore traboccante di un santo amore verso il nostro Dio umanato. […] Io non saprei ridirvi tutto ciò che avvenne in me in questa notte, passata tutta in piedi, senza aver chiuso un occhio…» (Epist. I, 981 s.).
Esortava le sue figlie spirituali ad allestire il presepe nelle loro case. A Maria Gargani rivolse un’accorata esortazione: «Sta’ molto vicino alla culla di questo grazioso Bambino, rispettosa nella dimestichezza che tu prenderai con lui mediante l’orazione e tutta deliziosa nella gioia di sentire in te le sante ispirazioni ed affetti di essere singolarissimamente sua» (Epist. III, 347 s.).
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