71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Il giovedì santo di Padre Pio

Padre Pio scrive a Padre Benedetto. Era il 1 aprile 1915

Il 1 aprile 1915 era giovedì santo. Il giovane cappuccino si trovava a Pietrelcina. Una strana malattia lo costringeva a vivere in famiglia fuori dal convento. In questa giornata prese carta e penna e scrisse al padre provinciale Padre Benedetto.

“All’appressarsi il bel giorno, in cui Gesù Cristo ci redense e ci conquistò al Padre celeste, la voce della gratitudine verso di voi più che mai si fa sentire nel mio cuore. E come potrebbe essere diversamente? O non siete stato voi sempre per me l’angelo consolatore nelle ore più tristi? Voglia per questo Iddio conservarvi nella sua grazia, e darci la comune contentezza di vedervi sempre più crescere nella santa carità.
Il Signore e la santissima Vergine ci facciano essere degni della gloria eterna. Con questa fede e con questa aspirazione vi desidero contentissime le belle feste di Gesù risorto, e fo voti ardenti perché possa il buon Dio ripeterle per la più lunga vita possibile, e sempre nella più perfetta contentezza celestiale.
Padre mio, non ne posso proprio più, mi sento venir meno tutte le forze; la battaglia è proprio al suo ultimo stadio, da un momento all’altro mi sembra di rimanere soffocato dalle acque della tribolazione. Ahimè! chi mi salverà? Sono solo a combattere, e di giorno e di notte, contro un nemico sì forte e sì potente. Chi vincerà? A chi sorriderà la vittoria? Si combatte estremamente da ambo le parti, padre mio a misurare le forze di ambedue le parti, mi veggo debole, mi veggo fiacco di fronte alle schiere nemiche, sono sul punto di essere schiacciato, di essere ridotto al nulla.

Breve, tutto calcolato, il vinto a me sembra che debba propriamente essere io. Ma che dico mai? ! è possibile che il Signore il permetterà?! Giammai! sento ancora rizzarsi, qual gigante, nella più intima parte del mio spirito la forza di gridare forte al Signore: “Salvami, che son per perire”. Sarà ascoltata questa mia voce dal Signore? Lo spero solo per i meriti del divin Redentore e per le preghiere vostre, non che di tutte quelle anime, che amino Gesù e di tutte quelle anime che sono a parte del mio attuale stato”.

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