71013, San Giovanni Rotondo (FG)

San Francesco e Padre Pio: fari luminosi per illuminare le coscienze

Padre Pio dai suoi genitori è stato chiamato Francesco.  Il piccolo Francesco Forgione pensando al suo protettore aspira di seguirne l’esempio della sua vita per raggiungere quella perfezione alla quale sin dall’infanzia anelava. Come San Francesco Padre Pio, ubbidiente, povero e umile ha accettato di vivere non solo la sua sofferenza ma anche quella di coloro che a lui si sono rivolti per essere alleggeriti da tanto fardello.

I due giganti della fede, amanti della sofferenza, martiri nel proprio corpo del sacrificio delle piaghe di Cristo, sono passati su questa terra facendo del bene, predicando l’amore di Dio e delle creature, esposti alla derisione al disprezzo dalla povera umanità pazza di gioie terrene. Ogni loro azione è stata preghiera: la stessa sofferenza è stata preghiera incessante per la salvezza dei peccatori e per tutta l’umanità. Senza la preghiera non si è vicini a Dio; senza la preghiera non vi si può essere sofferenza. San Francesco e Padre Pio hanno assecondato la Divina Provvidenza e si sono posti come fari luminosi per illuminare la coscienza, per indicare loro la retta via della perfezione, per non offendere più Dio, per meritare il premio della salvezza eterna, in seno al paradiso. I due figli della Chiesa hanno lottato il male del corpo e soprattutto dell’anima, hanno aiutato la povera umanità ad accettare, dandone l’esempio, il sacrificio e tutte le difficoltà della vita.

I due sono partiti da origini differenti: Francesco nasce ad Assisi presso una famiglia agiata di commercianti, Padre Pio viene alla luce da una famiglia di modestissime condizioni economiche l’uno vive i suoi anni giovanili nel lusso e nelle agiatezze sognando momenti di gloria, l’altro vive gli stenti della sua famiglia laboriosa che strappa la propria vita lavorando una terra depressa e avara di risorse.

 

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Partono da momenti diversi ma giungono alla stessa meta: l’amore di Dio! Il giovane Francesco nel culmine della sua vita gaudente sente la chiamata del Signore e non esita a considerare tutto il passato inutile e vano, quindi si sceglie la croce, diventa povero, vive di elemosina,  abbraccia la sofferenza e la preghiera. Padre Pio asseconda la sua indole docile e dedita al bene, sin dall’infanzia è preso dal desiderio dedicarsi a Dio, medita di imitare il suo santo protettore Francesco d’Assisi. Perciò Indossa il saio e abbracciata regola francescana, la povertà, la sofferenza e la preghiera.

Passano anche attraverso l’esperienza militare San Francesco sognando onori e gloria, Padre Pio per dovere di Patria. Tutti e due si ammalano e quindi rientrano al servizio di Dio e dell’umanità: altri sono i traguardi da raggiungere.

San Francesco rafforza la sua fede, abbraccia il lebbroso e decide di restaurare la chiesa, Padre Pio si dà alla guida spirituale delle anime con la confessione e il sacrificio della Santa Messa e pensa ai sofferenti con fondazione dell’ospedale a San Giovanni Rotondo. Tutti e due vogliono redimere le anime ma vogliono anche guarire i corpi. San Francesco non si sente degno di diventare “alter Cristus” e non diventa sacerdote. Padre Pio invece riceve l’ordinazione e si dedica alla confessione dei penitenti tutta la vita.

 

 

 

Francesco gira per l’Italia e per il mondo per predicare la parola di Cristo, per dare l’esempio per ridurre alla ragione potenti e deboli, Padre Pio svolge il suo apostolato sull’altare partecipando al sacrificio di Cristo nel Confessionale assolvendo e convertendo i peccatori nel chiuso della sua cella pregando ore e  ore per ottenere grazie e protezione sui potenti sui deboli. Francesco si circonda di fedeli, di seguaci e fonda l’ordine per rinnovare la fede, Padre Pio accoglie schiere di fedeli, li conforta, li converte e fonda i gruppi di preghiera.  I due stigmatizzati, pazzi di amore di Dio, figli prediletti di Maria Santissima Vergine madre di Dio. Uguali nella povertà di spirito e  nell’esercizio delle Virtù eroiche, nella preghiera, nell’amore per il prossimo, nell’obbedienza e affetto per supplicarlo di Cristo nel rispetto della volontà dei vescovi.

Hanno tutti e due praticato la vera povertà desiderando solo di essere ricchi di fede e di carità per il prossimo fino al sacrificio estremo.  Due grandi personalità della Chiesa Cattolica che li ha dichiarati Santi.

 

 

 

 

 

 

 

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