Skip to main content Scroll Top

Padre Pio salvò il generale Cadorna

In bilocazione per convincere il generale a non suicidarsi

Era una notte di novembre del 1917. Per il Generale Cadorna tutto era perduto. Aveva dinanzi una rivoltella. Voleva farla finita. Perché il Generale era giunto a questo? Il 24 ottobre dello stesso anno, segnò l’inizio della battaglia di Caporretto. L’Italia era in piena guerra. La battaglia che si concluse 19 giorni dopo, il 12 novembre, con la disfatta dell’esercito italiano. Sul campo rimasero 11.600 morti italiani, 30.000 feriti e furono fatti prigionieri 265.000 soldati in quella che è stata considerata come la più disastrosa sconfitta mai subita dall’esercito italiano. Il conte Luigi Cadorna era a capo delle truppe italiane e fu considerato come l’artefice di questa disfatta contro l’esercito austro-ungarico e quello tedesco. Il generale venne accusato di non aver saputo prevedere lo sfondamento di Caporetto. Cadorna e venne sostituito dal generale Diaz.

Una notte del novembre del 1917 si trovava a Treviso presso il Palazzo Zara. Preso da un momento di sconforto aveva deciso di farla finita. Scrisse prima le sue ultime volontà e quando stava per togliersi la vita avvertì un forte odore di rose e viole, poi vide un frate nella stanza: aveva le mani sanguinanti e uno sguardo dolce. Lo esortò a stare tranquillo. Lo convinse a deporre la pistola e a non compiere un gesto insano da disperato. Il generale che non aveva mai visto Padre Pio, riferendo i particolari dell’accaduto, si sentì dire che quel Frate presente nel suo studio, altri non poteva essere che lo stimmatizzato di S. Giovanni Rotondo. Gli nacque il desiderio di rivederlo. Nel 1920 partì verso la cittadella pugliese. Nessuno sapeva di quella visita. Restò quindi meravigliato quando, giunto con la corriera nella città della garganica si sentì dire dai cappuccini che padre Pio l’attendeva. Il Padre fu subito riconosciuto dal generale: “È questo il Frate che è venuto da me!” Il Padre si fece ancor più conoscere, ricordandogli: “Generale, l’abbiamo passata brutta, quella notte!”. 

% Commenti (2)

Información reservada
Información reservada

Interesante la vida del Padre Pío de Pietrelcina…

Saludos desde Xalapa, Veracruz, México.

Buongiorno, caro Francesco Bosco, seguo da anni il suo meraviglioso e documentatissimo programma su YouTube “Un minuto con Padre Pio”. Il Signore la benedica per la sua preziosissima opera e dedizione. Ecco, ho detto documentatissimo, e vengo subito al punto. Durante la pur pregevole indagine di Aldo Cazzullo su San Pio, trasmessa su La7 stasera 17.12.25, si parla dell’intervento di Padre Pio, a scongiurare il suicidio del generale Cadorna, come di una leggenda. Ricordo benissimo che lei ha dedicato una delle sue puntate proprio a questo episodio della vita di Cadorna: sappiamo quali fonti lo riportano ? Forse nei vastissimi diari o nelle lettere di San Pio? Un flash sulla indagine citata: secondo me in certi passaggi del programma di Cazzullo sarebbe stata necessaria una mano più sicura, meno indecisa davanti all’umanamente inspiegabile, e mi riferisco alle stimmate, naturalmente; una mano che non ponesse la questione come una contrapposizione fra sostenitori e detrattori del santo, ma che affrontasse l’assurdità infantile di certe ipotesi laiche sulle stimmate ( acido fenico, autosuggestione) e mettesse in campo le testimonianze di quanti constatarono l’umana drammaticità di quelle profondissime ferite. Ed ecco il secondo punto: sempre secondo il mio modo di vedere, è mancata del tutto la presenza di testimonianze tratte dai diari di Padre Pio, appunto, o dalle sue lettere. In altre parole mai forse santità, nella Storia a noi pervenuta, è stata più provata da miriadi di fatti episodi e situazioni inequivocabili.
Attenderò il suo commento, la saluto – se posso permettermi da suo fedele spettatore – con affetto, e le auguro un santo Natale.

Marco Righetti

Lascia un commento