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I rapporti di padre Pio con il santuario dell’Incoronata non finiranno qui. Il 1 aprile del 1950, dopo la messa solenne celebrata da da monsignor Giovanni Rolla, il canonico Don Michele Scotto affidò con commosse parole, a nome del vescovo, il santuario dell’Incoronata, ai figli di Don Luigi Orione, “affinchè ne curassero l’ufficiatura ed il servizio dopo averlo sottratto allo stato di fatiscenza e di abbandono nel quale era caduto”. Prima di riportare il sacro luogo all’antico splendore, passarono quattro anni. Era necessario abbattere il vecchio tempio e costruirne uno nuovo. L’impresa non era facile delle più semplici e il primo rettore del santuario, Don Giuseppe Callegari, non volle iniziare i lavori senza avere avuto il parere ed il consiglio di padre Pio, del quale conosceva i carismi e la devozione alla Vergine Incoronata. Don Giuseppe si recò dunque in convento a San Giovanni Rotondo e portò con sé il progetto dell’architetto Vagnetti, planimetrie, documenti, preventivi e disegni. Ecco come descrisse l’incontro un testimone oculare:
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Mai il santo cappuccino, dimenticò il santuario della Madonna dell’Incoronata. Ai pellegrini, che dopo la messa a San Giovanni Rotondo, si rimettevano in cammino per visitare la grotta dell’Arcangelo Michele a Monte Sant’Angelo, raccomandava sempre di fermarsi, al ritorno, presso il santuario dell’Incoronata a Foggia.
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Sono stato molto contento di avere partecipato alla decina del santo rosario sul canale di Padre pio con gli altri e spero di vederci ancora . Ringrazio moltissimo Simona e Francesco che mi hanno inserito nel gruppo. Quando vogliamo fare una cena in pizzeria con tutti?
Grazie mille per i vostri commenti 🙏