71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Flavio Roberto Carraro il ministro generale figlio spirituale di Padre Pio

Padre Pio è sempre stato presente nella vita del frate e vescovo Carraro

Il giovane frate veneto Fra Flavio Roberto Carraro conosce Padre Pio quando aveva 31 anni, il 9 settembre del 1963 quando fu chiamato da Padre Clemente da S. Maria in Punta, Amministratore apostolico della provincia di Foggia, a fungergli da segretario durante l’espletamento del suo incarico. Per questo incarico lascia temporaneamente gli studi.

Il primo incontro con il santo del Gargano risale al giorno in cui a San Giovanni Rotondo si festeggia Santa Maria delle Grazie e quello che colpì il giovane cappuccino fu la grande semplicità di Padre Pio. Dopo quel primo incontro tornò tante altre a san Giovanni Rotondo anche perché era stato nominato dall’amministratore apostolico suo vicario. Più volte durante alcune interviste ha raccontato che a refettorio sedeva sempre di fronte a Padre Pio che puntualmente lo chiamava e gli donava il suo piatto: “Segreta’, – diceva Padre Pio – vieni qua, mangia tu questa roba, questa ti fa bene… è roba buona!”. Così fra Flavio si alzava e prendeva il piatto di Padre Pio, che mangiava volentieri.

Molte volte ha anche avuto modo di confessarsi dal santo cappuccino “sempre disponibile alle sue richieste“. Ogni volta notava “la sofferenza che Padre Pio metteva nella formula dell’assoluzione, partecipando all’atto del perdono che appartiene a Dio”. Al termine della confessione si ritrovava, poi, in “un senso di pace e serenità, che lo faceva sentire vicino a Dio buono e misericordioso”.  

Ogni volta che tornava a San Giovanni da Padre Pio fra Flavio constatava quanta gente era vicina a lui: “un segno della presenza di Dio tra i cristiani”. E quando un giorno gli chiese se voleva accettarlo come figlio spirituale padre Pio gli rispose con una domanda: «“Non è che il figlio farà poi disonore al padre?” e fra Flavio replicò: “Dipende anche dal Padre non far mancare l’aiuto necessario al figlio nei momenti di bisogno” Padre Pio dopo averlo guardato, quasi scrutandolo negli occhi, gli disse: “Vai, vai, ché non mancherà il mio aiuto”. È cosi è stato. Negli anni successivi padre Flavio, frate e vescovo, ha sempre sentito “la vicinanza e l’aiuto concreto di Padre Pio”.

Nel 1968 presente ai funerali di Padre Pio ha accompagnato il santo confratello nella sepoltura, ma anche ha consegnato “alla storia dell’umanità qualcuno a cui confidare ansie, pene e aspirazioni”.

Dopo quasi 20 anni come Ministro Generale dei cappuccini ha accolto a San Giovanni Rotondo il primo Papa che si è recato in pellegrinaggio sulla tomba del cappuccino stigmatizzato. Quel giorno, il 23 maggio 1987, fra Flavio ringraziando il Santo Padre per la visita ha sottolineato: “la sua presenza qui ci rasserena nel nostro affettuoso fraterno incontro con lo stigmatizzato del gargano sulla cui fama di santità attendiamo il giudizio infallibile della Chiesa”.

Il Papa, dopo aver indicato nel suo discorso significativo, il frate di Pietrelcina come modello per tutti i presbiteri, risponde a quella richiesta che il ministro generale aveva fatto anche a nome di tutta la grande famiglia di Padre Pio: scende nella cripta di Santa Maria delle Grazie e sosta in ginocchio, in preghiera per dieci minuti sulla tomba di Padre Pio. È la prima volta che un Papa si inginocchia dinanzi al sepolcro di una persona che non è stata canonizzata.

Padre Flavio, come ministro generale partecipa alla apertura (20 marzo 1983) e chiusura della face diocesana (21 gennaio 1990) della causa di beatificazione e Canonizzazione del frate di Pietrelcina.

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