71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Lo strappo al cuore di Padre Pio per la morte della mamma

Era il 3 gennaio 1929

Il 5 dicembre 1928, la  signorina Maria Pyle,, dopo una breve permanenza a  Pietrelcina, fece ritorno a San Giovanni Rotondo, conducendo con sé la mamma di Padre Pio,per farle passare il natale accanto al figlio. Giunte sul piazzale della Chiesetta, incontrano Padre Pio. Allora la madre preso la mano del figlio e,  prima che egli la ritirasse, disse: “Padre Pio, ti bacio una mano per zia Libera” (primo bacio); “e per zia Pellegrina” (secondo bacio); “e per zia Filomena” (terzo bacio); e così per 10 e più zie e comari.

Poi, per finire, disse: “E adesso, Padre Pio, io ti  bacio la mano per me”.  Essa tentò, ma non vi riuscì, perché mentre si piegava per baciare, Padre Pio alzò di scatto le mani e, tenendole alzate, disse: “Questo mai!” Il figlio deve baciare la mano la mamma e non la mamma al figlio”.

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Da quel giorno mamma Peppa obbedì  al figlio e non tentò più di baciargli la mano. Però ogni mattina dopo aver ricevuto la Santa Comunione nelle sue mani all’altare maggiore, appena egli era passato, ella si abbassava e baciare la terra dove quel piede piegato si era posato. Malgrado la neve, il freddo e  il vento tagliente, ella ogni mattina saliva della casa di Maria Pyle, dove alloggiava alla chiesina per ascoltare la messa e salutare  suo figlio. Era arrivata a San Giovanni Rotondo in abito dimesso e leggero per la stagione invernale e non aveva voluto accettare da nessuno un vestito di lana. La notte di Natale si recò in chiesa, gremita di fedeli. Era seduta tra l’altare dell’Immacolata e il confessionale di Padre Pio, dal quale ascoltò  le tre messe. Poi, scese a casa e si mise a letto. Dopo tre giorni il medico diagnosticò una  polmonite doppia. Padre Pio, che era tutto per la mamma, andò a trovarla più volte, sempre accompagnato dal superiore del convento, che ogni mattina portava all’inferma la santissima comunione.

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Stette al suo capezzale fino all’ultimo minuto. E fu lui che, tra la commozione di tutti, amministrò alla mamma gli ultimi sacramenti. Quando vide che la mamma stava per dare l’ultimo respiro, non ne potè più: le baciò la fronte, diede un forte singulto e svenne. Due medici lo presero e lo allontanarono dal letto. Il  posto di Padre Pio fu preso dal superiore del convento Padre Raffaele, tra le cui braccia spirò la buona mamma Peppa. Erano le 6:15 del 3 gennaio 1929. Adagiato su un letto in una stanza attigua, Padre Pio sfogava il suo dolore in un mare di lacrime. Inzuppava molti fazzoletti e faceva piangere anche i presenti col suo lamento doloroso: “Mamma mia! Mamma mia bella!… Mammella mia!”.

Qualcuno, per confortarlo gli disse: “Ma caro Padre Pio, lei stesso ci ha insegnato che il dolore altro non deve essere che una espressione dell’amore e che noi dobbiamo offrirlo a Dio. Perché dunque le piange così? “. Padre Pio rispose: “Ma questo è appunto: lacrime di amore nient’altro che di amore”. I funerali di mamma Peppa si tennero il  giorno seguente e furono imponentissimi. Fu sepolta nel cimitero di San Giovanni Rotondo nella cappella dei Frati Cappuccini. Sulla sua tomba furono incise queste parole: “Come a vincere le tenebre della notte – sorge –  dal grembo dell’aurora il sole – dal seno della madre – astro di luce il figlio sacerdote –  nasce –  e sulle tenebre del peccato –  sul buio di tutti umani dolori – porta la luce di Dio”.

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Aiuta la mia mamma Maria!Fa che non soffra,te lo chiedo con tutto il mio cuore,che in questo momento sembra scoppiare! Ti prego ascoltami aiutami la mia sofferenza è grande!Proteggila e prega per lei!Aiutami Padre Pio

metti una mano sugli occhi della mia mamma San Pio! ti prego con tutto il cuore!

GRACIAS: AL LEER ESTAS HISTORIA DE LA VIDA DEL PADRE PIO, ME SIENTO MUY CERCA DE EL.
GRACIAS

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