71013, San Giovanni Rotondo (FG)

La Messa di Padre Pio: un altare sul mondo

La messa era una vera crocifissione, il suo calvario quotidiano

“Ciò che più mi ferisce è il pensiero di Gesù sacramentato. Il cuore si sente come attratto da una forza superiore prima di unirsi a lui la mattina in sacramento. Ho tale fame e sete prima di riceverlo, che poco manca che non muoia di affanno. Ed appunto perché non posso di unirmi a lui, alle volte con la febbre addosso sono costretto di andarmi a cibare delle sue carni” (Epist.I,217)

Aveva 24 anni il giovane fra Pio quando scriveva queste righe al suo provinciale, padre Benedetto da San Marco in Lamis, ed era assai lontano dalle sue esperienze mistiche e dalle sue tribolazioni. Ma già sentiva verso l’Eucaristia una particolare attrazione, che non scemerà mai, anzi, diventerà uno dei punti Fermi della sua giornata della sua intensissima vita. Negli anni della maturità, infatti, la messa mattutina e la visita al Santissimo Sacramento del pomeriggio, sono i momenti di luce, da cui trae forza per esercitare il ministero del perdono della consolazione che lo ha reso celebre nel planetario nella Chiesa e nel mondo.

Parlare di Padre Pio e parlare di eucarestia è la stessa cosa. Per il santo di Pietrelcina, l’Eucaristia non è solo il centro della sua vita, ma la sorgente del suo ministero. Senza messa, padre Pio non sarebbe vissuto e anche nei momenti bui, in cui gli hanno tolto tutto, aver conservato l’Eucaristia nella piccola Cappella del convento e aver potuto celebrare da solo la messa è stato per lui una ricchezza grande, che lo ha sostenuto in ogni istante della sua esistenza punto egli vive celebre sacrificio.

Giovanni Paolo II disse il 14 settembre del 1985 che “il sacerdote si manifesta in tutta la sua pienezza, quando celebra l’Eucaristia e questa manifestazione è più completa quando egli stesso permette alla profondità di questo mistero di diventare visibile, così che questo possa risplendere davanti ai cuori elementi del popolo”. Queste parole si ritrovano appieno nella vita di San Pio. Egli vive di Eucaristia e proietta in ogni istante della sua giornata quei fermenti eucaristici che ha assorbito nella celebrazione della messa.

La gente, anche di prima mattina, d’estate e d’inverno, corre al santuario per assistere la sua Messa; corre per prendere posto quanto più vicino all’altare, manifestando così che la Messa che celebra è più di una predica. E’ un messaggio di vita che tutti possiamo cogliere. La messa è per Padre Pio il sole della giornata ed è anche il centro della sua preghiera. La sua celebrazione è lenta, statica, sofferta e sofferente. Egli di solito celebra senza i mezzi guanti che coprono le mani piegate. Dura un’ora e mezza, a volte anche due ore, ma la gente non si stanca, Anzi è quasi attratta da quel che vede e da quel che sente. Non predica, ma è lui una predica viva, che si imprime nel cuore di tutti quelli che stanno attorno all’altare nella Chiesa.

La messa, per San Pio, è una vera crocifissione, il suo calvario quotidiano vissuto sotto gli occhi del mondo. Per Padre Pio, la messa non finisce con il saluto liturgico: “Ite missa est! Andate in pace, la Messa è finita” ma continua per l’intera giornata. Egli sente la passione del mondo e accetta di portare la croce con la forza che gli viene data dal pane eucaristico quotidiano. Padre Pio si è consegnato alla storia come il crocifisso del ventesimo secolo, ma anche come uno dei più perfetti apostoli dell’eucaristia, perché ha trovato nella Messa la sintesi del mistero pasquale e del suo stesso mistero. 

Unendosi a Cristo nell’Eucaristia, San Pio si unisce a tutti coloro che vanno da lui per confessarsi, per avere consolazione e speranza. Come Gesù, anche lui si dona agli altri, consapevole di non appartenere più a se stesso. Nell’Eucaristia si compie la sua missione, si completa la sua offerta di fratelli. Davvero la sua Messa è un altare sul mondo.

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Meshach Chindaba

The eternal Mass that we have benefited from with no.space and time differences for it is Calvary all over. We are renewed and our faith leaps in bounds especially in this secularized environment where relativism threatens all we touch. We have an anchor for our faith in his life and I am encouraged to love God limitlessly.

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