71013, San Giovanni Rotondo (FG)

La castità di Padre Pio

Non ha mai peccato neppure venialmente contro l’angelica virtù

C’è un appunto significativo di padre Agostino da San Marco in Lamis nel suo Diario:  “Potrei giurare che il Padre ha conservato finora la sua verginità, non ha mai peccato neppure venialmente contro l’angelica virtù”.(Diario 87). Anche il padre Benedetto da S. Marco in Lamis, scrivendo al padre generale del tempo, definisce Padre Pio “un giovane sacerdote di angelici costumi, che aveva conservato l’innocenza battesimale”.

Ne era convinto padre Pio. Di fronte alle incertezza intorno alle tentazioni contro la bella virtù, padre Benedetto taglia corto: “Colpe non ve ne sono, specialmente di quelle che riguardano la santa purezza e molto si compiace Gesù nell’anima vostra che vuole con tante prove purificata ed arricchita” (Epist. I, 192). Le tentazioni contro la purezza sono un fatto ordinario della vita di ogni uomo e di ogni religioso e padre Pio non sfugge a questa regola: “Il demonio non può darsi requie per farmi perdere la pace dell’anima… E ciò principalmente si sforza di ottenerlo a mezzo delle continue tentazioni contro la santa purità, che va suscitando nella mia immaginazione” (Epist. I, 196).

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Il rimedio? “Di tutto ciò me ne rido come da non curarsi”. Ancora: “Questo spirito maligno cerca con ogni  sorta di fantasmi d’introdurmi nel cuore pensieri d’immondezza e di disperazione“(Epist. I,219) La lotta col diavolo è durata, tra alti e bassi, tutta la vita. Naturalmente trasmette la sua scelta di vita non solo con l’esortazione, ma anche con la vita. Non manca di richiamare le anime che assetate salgono a San Giovanni Rotondo ad una vita casta. È quello che fa con il primo gruppo di donne che,  desiderose di  perfezione, si affidano a lui. Possiamo avere un’idea spulciando il suo epistolario: “L’altra è l’amore della tua verginità, amore santo e desiderabile per altrettante ragioni, quante stelle sono in cielo, e senza del quale lo stato verginale è disprezzabile e falso…I soli vergini hanno la felice ventura di circondare l’Agnello, i soli vergini lo seguiranno dovunque. Ma quelle anime che non amano la loro verginità, non sono vergini se non in apparenza, essendo il cuore loro maritato” (Epist. III,705).

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Non manca di spingerle sempre rispettando la loro libertà, a consacrarsi totalmente a Dio: “Figliuola, sarei d’avviso che tu ti consacri a Dio con il voto di castità. Interroga il tuo e vedi se sente tutta la forza di ciò fare”. (Epist. III,711).

Padre Pio si dimostra un confessore attento e realista: “Fo plauso al proponimento d’immolarti a Dio col voto di castità, ma è prudenza che lo faccia temporaneo e non perpetuo” (Epist. III,714). Il fine della castità è delineato in questa esortazione: “Ti benedico di cuore e mi attendo di saperti sempre quale debba essere una giovinetta che aspira ad e a ritrarre Gesù Cristo” (Epist. III, 993). Non sono mancate anime che hanno seguito fino in fondo i consigli di Padre Pio, come la beata Maria Gargani o Mary Pyle.

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Questa virtù io non ce l’ho proprio, di peccati commessi contro la Castità satana ha molto prevalso su di me. Ha avuto satana vittoria su di me, io nella mia ingenuità di questo Grande Peccato che questa è la Mia VERGOGNA è la più GRANDE SCANDALOSA VERGOGNA. Eppure se evitavo le compagnie cattive, ero io cattivo interprete della Castità. Sono sempre stato un Pagliaccio per cercare di fare ridere gli amici o amiche. E loro mi hanno insegnato quello che ne avrei fatto a meno d’imparare. Peccati impuri cercate di non commetterli Gesù io l’ho deluso molto, ma meglio era che mai incominciassi; tanto che all’inizio neanche mi piaceva. Poi a furia di continuare sbagliando, sono entrato nel TURBINE VIZIOSO; che è solo da 5 anni sono ritornato vergine per modo di dire. Sapeste quanto ho pregato per togliermi il vizio, se dovessi ritornare indietro, saprei come comportarmi, adesso sarebbe contento Gesù di me. Prima Pregavo e Peccavo, chiedevo perdono, e poi ci ricadevo fino a quando, finalmente Gesù 5 anni fa, mi ha inviato l’aiuto sperato da tempo. Essere Casti significa rinunciare ai piaceri carnali, che poi ti indeboliscono fisicamente. Pur sapendolo prima non c’era verso di levarmi il vizio, DISGUSTOSO è di OFFENDERE CRISTO. Bisogna NEGARE LA PRIMA VOLTA, allora puoi essere sicuro di estraniarti dal peccato di Castità. La vita è così Bella da vivere senza offendere Gesù, che di Grazie me ne ha concesse molte, nonostante i miei peccati, non solo impuri. Ha ragione San Padre Pio che la Castità è un Valore altamente qualitativo per Gesù il rinunciare a schiavizzarci, avendo sempre un piede tra l’inferno e il purgatorio. Quando mi confessavo ero in Purgatorio, quando peccavo ero all’inferno. E’ stato un continuo sali e scendi ORRIPILANTE, quando sei coinvolto è facile giudicare il CASTO il PURO che è un passo dal Paradiso. L’impuro è un passo dall’inferno. Termino con un ciao a presto

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