71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Grazio Forgione, il papà di Padre Pio

Grazie Maria Forgione,Zio Grazio” per amici compaesani, semplicemente “Gra” per mamma Peppa, “Tatà” per Padre Pio, era nato Pietrelcina il 22 ottobre 1860.

Uomo forte, uomo giusto, di un’intelligenza sveglia e attiva che traduceva subito ogni suo pensiero in azione. Dalla sonora parlata dialettale, dalle battute pronte e dai modi rudi, sbrigativi e insieme cordiali. Fisicamente di statura media: occhi vivi, mani dure e screpolate indicatrici di un lavoratore. Lavorava nel suo terreno a Piana Romana.

Era l’8 giugno 1881 quando sposò Maria Giuseppa De Nunzio. Il piccolo Francesco iniziò a far sentire i suoi primi vagiti alle cinque del pomeriggio di mercoledì 25 maggio 1887. Quel giorno papà Grazio era in campagna. Appresa la notizia si precipitò nel rione castello, in vico storto Valle, con qualche difficoltà riuscire entrare nella camera da letto gremita di gente. Abbracciò la moglie, le donò un fiore e con il cuore colmo di gioia sollevò in alto il neonato che subito fece udire la sua voce.

Grazio, andò avanti nella sua vita sempre con forza e con coraggio, deciso e pronto ad agire anche quando si trattava di una grande decisione, di un’azione difficile, come quella di andare lontano in America e di fare tanti sacrifici, sopportare tanti disagi, ma nessun sacrificio fu troppo grande perché era più grande il desiderio di vedere il suo piccolo Francesco felice di poter seguire la chiamata di Dio.

Capiva la grandezza del sacerdote e quando qualcuno gli diceva quanto sei fortunato Grazio nell’avere un figlio sacerdote, lui rispondeva con le lacrime agli occhi dicendo “non l’ho fatto io l’ha fatto Gesù Cristo, l’ha fatto Dio”. Zio Grazio passò gli ultimi nove anni della sua vita a San Giovanni Rotondo, ospite dell’America Maria Pyle. Anche a lui, come mamma Peppa, voleva concludere la sua vicenda terrena tra le braccia del figlio. Aveva un’allegria contagiosa che comunicava a quelli che lo circondavano. Quando era malato, quanti andavano a trovarlo, tornavano volentieri nei giorni seguenti per divertirsi insieme e lui. Aspettava queste visite come un bambino che aspetta i suoi compagni di gioco. Maria Pyle lo definiva un libro aperto ma “una biblioteca intera” piena di volumi ricca di storielle racconti della sua vita.

Zio Grazio lentamente si spegneva e le visite di Padre Pio diventarono sempre più frequenti, finché verso la fine egli rimase in casa con padre Raffaele che nei momenti di dolore non mancava mai a fianco del padre. Amici, fedeli, figli spirituali lo circondavano, ma egli non vedeva altro che il figlio. E fino all’ultimo tenne i suoi occhi fissi in quelli di lui. Di notte assistito da Padre Pio, zio Grazio si spense 86 anni. Era il 7 ottobre 1946. Nella cappella cimiteriale oggi dedicata ai genitori di Padre Pio, l’8 ottobre 1946 la salma di Grazio Forgione fu posta accanto alla sua Giuseppa.

Il 25 maggio 1951 un gruppo di figli spirituali vollero porre una lapida significativa facendo disegnare un albero dalle foglie assai estese con un ricordo tutto speciale: “dal tuo ceppo sorse la pianta che leva il cielo ed apre fino ai confini della terra i rami carichi di frutti accogliendo sotto l’ombra sua benedetta per rendere loro la salute e la vita i sofferenti tutti del corpo e dell’anima rifugio nelle procelle di un mondo sconvolto a chi anela i tesori della grazia affidandosi alle mani trafitte sulla croce apre ai più alti voli”

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