
Tutti i suoi confratelli lo ricordavano così: prono, genuflesso, con la testa tra le mani, in muta, sorta per burrosa preghiera. Nella sua cella c’era e c’è tuttora inginocchiatoio: faceva parte indispensabile delle poche e povere cose della sua abitazione di cappuccino. Non sappiamo quante ore, specialmente di notte, egli abbia sostato in preghiera, inginocchiato su quel vecchio e logoro mobilio oppure poggiato sulla nuda terra. Egli dormiva poco. Le ore del riposo notturno le passava con le ginocchia piegate davanti alle maestà di Dio.

Chi può dire le lunghe ore che padre Pio ha passato in preghiera in quel vecchio coro, inginocchiato?Dopo la Consacrazione del pane e del vino e dopo l’elevazione dell’ostia e del calice, Padre Pio usava inginocchiarsi davanti a Dio, davanti a quel Dio, che egli stesso, con le sue mani trafitte, con la sua voce rotta dalla commozione, aveva fatto ridiscendere tra gli uomini. Inginocchiarsi è un atto di umiltà e di venerazione e le ginocchia di padre Pio, che si sono piegate innumerevoli volte nella preghiera individuale o per compiere atti liturgici, sono un simbolo della sua profonda umiltà e della sua grande venerazione; umiltà nel sentirsi un nulla davanti a Dio, venerazione per l’immensa maestà del Signore. Padre Pio ha trovato il segreto dell’ottima riuscita della sua missione sacerdotale, stando in ginocchio davanti a Dio. E’ in ginocchio, infatti, egli ha pregato Dio.
E’ in ginocchio che ha professato la sua umiltà davanti all’Altissimo. 
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Fino alla stanchezza il saluto dell’Angelo a Maria