71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Come faceva Padre Pio a parlare in diverse lingue?

Diverse testimonianze provano il dono della xenoglossia

Quello della “comunicazione” fu uno dei primi doni dello Spirito Santo fece ai  discepoli di Cristo nel giorno di Pentecoste. “Mentre si trovavano tutti insieme nello stesso luogo, venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua” (Atti 2,1-6) “Parleranno lingue nuove” aveva  profetizzato Gesù risorto quando apparve agli undici. (Mc 16,17). E quella profezia si è avverata.

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Tra le diverse testimonianze che provano il dono della xenoglossia (xenos = straniero; glossa=lingua) in padre Pio, possiamo elencare quelle più significative. Il padre Agostino da San Marco in Lamis , uno dei direttori spirituali San Pio da Pietrelcina, afferma che Padre Pio “non sa né greco e nè francese”. L’angelo custode gli spiegava tutto ed il padre mi rispondeva a tono” (Diario,268). Il buon padre Agostino, dopo aver ricevuto delle lettere con frasi scritte in lingua francese, il 3 febbraio 1912 chiese al suo diretto discepolo: “Chi ti ha insegnato il francese ?” (Epist. I,259). E la risposta fu: “alla vostra domanda riguardante il francese rispondo con Geremia: A,a,a,…nescio loqui “(Ahimè, io non so parlare) (Ger 1,6) (Epist. I, 277)

Padre Pio il 20 settembre successivo, confiderà a Padre Agostino: “I celesti personaggi non cessano di visitarmi e farmi pregustare l’ebbrezza dei beati. E se la missione del nostro angelo custode è grande, quella del mio è di certo più grande dovendomi fare anche da maestro nella spiega di altre lingue”  (epist. I,304)

Nel citato Diario riguardante il suo straordinario figlio spirituale, padre Agostino, il  21 gennaio del 1945 scrisse: “Oggi mi viene riferito il fatto seguente: nel 1940 o 41 venne da Padre Pio un sacerdote svizzero. Parlò in italiano col padre. Prima di andarsene licenziandosi col Padre Pio, quel sacerdote raccontò raccomandò una malata. Il padre rispose in tedesco: “ich werde sie an die gottliche Barmherzigkeit”( la raccomandò alla Divina Misericordia). Il prete rimase oltremodo meravigliato del  fatto e lo raccontò alla persona che l’ospitava.

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Anche nel 1911 –  continua l’autore del Diario –  il padre scrisse una risposta ad una mia, una cartolina in francese corretto, proprio senza errori ortografici. Padre Costantino Capobianco, nel libro Detti e aneddoti di Padre Pio riferisce:  il fratello di Angela Serritelli residente in America, condusse a San Giovanni Rotondo la figlia per farle ricevere la prima comunione nelle mani di Padre Pio. La fanciulla non conosceva l’italiano per cui l’affidò a Maria Pyle, “l’americana” trasferitasi sul Gargano per restare accanto al venerato cappuccino. Alla vigilia del giorno stabilito, la Pyle  condusse la bambina da Padre Pio e disse:

_ “padre ho accompagnato la nipotina di Angelina per farla confessare. “Va bene” rispose. “Padre, sono qui per aiutarla perché la fanciulla non capisce affatto l’ italiano”. “Maria, te ne puoi andare perché queste sono cose che ce le vediamo io e lei”. Dopo la confessione, Maria, che aveva aspettato la piccola penitente chiese alla fanciulla naturalmente in inglese: “Ma ti ha capito Padre Pio?” “Sì”  “E tu l’hai capito” “Sì” “E come parlava? “In inglese” e confidò a Maria le raccomandazioni che il padre le aveva fatto.

 

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