71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Va via che sei dannata!

Padre Pio trasformò il suo odio in amore verso Dio e il prossimo

Nel dicembre del 1939, giunse a San Giovanni Rotondo da Perugia Gioconda G.

La ragazza era affetta da una incurabile malattia cerebrale, tanto che aveva anche tentato di ammazzare, tentando di buttarla nel pozzo, la sua piccola bimba appena nata. Era entrata in una fase depressiva. Cominciava ad odiare tutto e tutti. Non amava più nessuno. Si sentiva abbandonata da Dio per questa malattia.

Alcune amiche cercarono di persuaderla a recarsi con loro da Padre Pio a San Giovani Rotondo, ma lei si rifiutò sempre. Le amiche insistettero, offrendo il viaggio gratis e finalmente accettò ma di mala voglia. Giunta a san Giovanni Rotondo Gioconda insieme alle amiche si trovava nella sacrestia antica.

Al suo passaggio Padre Pio la vide, la guardò e disse: “vai via che sei dannata!“. Ella si rivolse al resto del gruppo ed esclamò: “avete visto? siete contente? perché tanta insistenza?”.

La capo gruppo fece allora la proposta di praticare il pio esercizio della via crucis, che tutte fecero con grande devozione ed in mezzo ad una bufera di neve. Gioconda con le amiche volle così ripercorrere con partecipe affetto il tratto ultimo del cammino percorso da Gesù durante la sua vita terrena: dal Monte degli Ulivi, dove nel «podere chiamato Getsemani» (Mc 14, 32) il Signore fu «in preda all’angoscia» (Lc 22, 44), fino al Monte Calvario dove fu crocifisso tra due malfattori, al giardino dove fu deposto in un sepolcro nuovo, scavato nella roccia, riflettendo sulle “stazioni di Cristo”, cioè sui momenti in cui Gesù si fermò lungo il cammino verso il Calvario perché costretto dai carnefici, o perché stremato dalla fatica, o perché, mosso dall’amore, cercando di stabilire un dialogo con gli uomini e le donne che assistevano alla sua Passione.

Terminata la pia pratica, la capo gruppo disse a Gioconda: “ora torna da padre Pio“.  Il cappuccino stigmatizzato appena la vide esclamò: “sei ritornata? la grazia ti è stata concessa, ma tu fila diritto, mi raccomando!“. Tornata a Perugia, Giovanna guarì in senso assoluto dalla sua malattia incurabile. E si innamorò nuovamente della voglia di vivere.

© Riproduzione Riservata

Lascia un commento