71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Un’immagine di Padre Pio sotto il cuscino

Pasquale incontrò Padre Pio nel 1956

Mio figlio Salvatore era aperto affetto da morbo di Pot e per oltre 7 anni portò il busto di gesso. I dolori erano atroci e la malattia ormai sembrava inguaribile. Mi recai presso l’istituto di Napoli e dottori mi dissero che la situazione era disperata. Nello spazio di cinque giorni mio figlio sarebbe entrato in agonia perché le sue ossa si sarebbero liquefatte.

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Portai mio figlio a casa, era in gravi condizioni non riusciva ad ingoiare neanche l’acqua. Le sue condizioni si aggravarono e al quinto giorno io per non assistere all’agonia me ne andai al magazzino. In quei momenti tristi una mia cugina mise un’ immaginata di Padre Pio sotto il cuscino  di mio figlio. Non era passata neanche mezz’ora che uno dei miei figli venne a chiamarmi dicendo che Salvatore stava bene e mangiava carne ed altro. Accorsi con prontezza ad abbracciare con gioia mio figlio.

Poi mi recai subito alla stazione per prenotare i biglietti per Foggia. La mattina presto partimmo e  raggiungemmo San Giovanni Rotondo. Quando finalmente potemmo incontrare Padre Pio, mio figlio lo supplicò con queste semplici parole: “Padre fatemi stare bene“. Tornati a Napoli, rifacemmo le lastre: mio figlio era perfettamente guarito e il medico ci disse che potevamo togliergli il busto di gesso. Il medico era sorpreso. Quando seppe del fatto di Padre Pio, aggiunse:“Ecco spiegata la ragione della sua guarigione”. 

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