71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Una strana reliquia di Padre Pio

Don Nello Masini, un sacerdote dei Giuseppini di San Leonardo Murialdo e figlio spirituale di Padre Pio, aveva una sorella, Fiorina, la quale tutte le volte che egli si recava a San Giovanni Rotondo, gli chiedeva di portarle una reliquia del Padre; il buon fratello per molto tempo non fu propenso a soddisfare il suo pio desiderio, ma un giorno gli si offrì un’occasione che non poteva rifiutare: stando in convento, trovò la cella del Santo aperta, e vide sulla sedia una sciarpa di lana con frange.

Si guardò in giro e, vedendo che non c’era nessuno, strappò un fiocchetto, che mise in tasca pensando alla sorella. Prima di ripartire da S. Giovanni Rotondo, si confessò dal Padre, il quale, al termine dell’accusa dei peccati, chiese al penitente: “Hai altro da dire, Don Nello?”. “No, Padre, non ho altro”. “Tu rubi, don Nello”, disse il Santo. “Non ho mai preso nulla in vita mia, salvo qualche boccone da mettere nello stomaco, passando in cucina- pesava 120 chili ” – o qualche biro asportata dallo studio del direttore”. E Padre Pio, arguto e paterno: “Don Nello, che hai nella tasca?“. L’altro arrossì, ma il Padre gli diede subito l’assoluzione, senza pretendere la restituzione. A Cesena tutti sapevano del fiocchino di Padre Pio, “rubato” a S. Giovanni Rotondo e custodito gelosamente dalla Fiorina in un quadretto.

Un giorno Gino Mazzoni, un suo dirimpettaio, ricoverato in ospedale per un nodulo alla gola, le chiese un pezzetto della reliquia; ne ottenne la metà e tornò a casa guarito. Dopo alcuni mesi Gina Cacciaguida pregò la custode della reliquia di darle una parte per un signore ammalato; questa volta però Fiorina si disse: se la cosa continua così, io rimarrò senza niente. E le diede solo una foto di Padre Pio, che conteneva un pezzetto di stoffa posato sulla sua tomba. La sera, andata in camera, dopo aver finito le preghiere, rivolse lo sguardo alla cornicetta, che conteneva il fiocchino della sciarpa, ma nel piccolo riquadro non c’era più nulla. Prese il quadretto, lo girò, lo rigirò per vedere, se fosse stato manomesso, ma constatò che era tutto in ordine. Pensò allora che il Padre avesse voluto punire il suo egoismo. Trovò pace, solo quando Gino Mazzoni le restituì la metà della reliquia che lei gli aveva donato.

tratto da “Il Padre” di Padre Marcellino Iasensaniro

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