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San Pio e la morte

San Pio da Pietrelcina preferisce chiamare la morte "amica". "Sorella" la chiama San Francesco.

La morte di Gesù fu un evento unico e incomparabile per il suo unico valore sacrificale e salvifico. Ma è stato anche un avvenimento autenticamente umano. perciò il terrore e lo spavento di Gesù di fronte alla morte non desta meraviglia.E’ mirabile la somiglianza di sentimenti, gli stati d’animo di Padre Pio come quelli di Gesù, riguardo e di fronte alla morte. San Pio da Pietrelcina preferisce chiamare la morte “amica”. “Sorella” la chiama San Francesco. E l’amicizia è scelta, predilezione, gratuità. Come Gesù, anche Padre Pio ha visto la morte come offerta totale di sé. Egli, avvertendola vicina, usa un’espressione che tracciano l’identikit della sua profonda spiritualità: “oramai, grazie al Cielo, la vittima è già salita all’altare degli olocausti e da sé docilmente si va a distendendo su di esso” (Epistolario I,753)

Come Gesù, Padre Pio ha desiderato ricevere il battesimo di sangue: “Da un pezzo in qua sembrami che nessuna cosa di quaggiù abbia più alcuna attrattiva per me…….. l’idea della morte sembrami aver tutta la mia attrattiva ed assai vicina a raggiungerla” (Epistolario I, 180).  A Padre Benedetto scrive:  “Dica ancora, padre pio, a Gesù che mi scarceri presto dai lacci di questo corpo mortale”. E al Padre Agostino : “Pregate perché il Signore si degni di accorciare il mio esilio…. e di spiccare il volo per partire”. “Desidero la morte solo per unirmi con vincoli indissolubili al Celeste sposo”.

La morte è l’ultimo atto di un processo di consumazione operato dall’amore per vedere Dio. Tuttavia, il desiderio di morte in San Pio è moderato dalla consapevolezza di una missione da compiere, quella di corredimere. 

E’ padre Benedetto che si premura di dare al suo figlio spirituale i consigli più saggi, ben conoscendo le di lui intime intenzioni: “So purtroppo che vorresti accelerare il momento di dire la frase “Nelle tue mani affido il mio spirito”….. ma la tua missione però non è ancora compiuta e più che essere assorbito in Dio, devi aver sete della salute dei fratelli. Anche lassù puoi continuare l’opera di mediatore, ma io sono persuaso che i santi si interessano delle altrui miserie più quando stanno in terra”.Stupenda questa affermazione! Il “Consummatum est” sarà gridato alle 2:30 del 23 settembre 1968.

La morte del cristiano è fare l’esperienza umana del morire con Cristo e come Cristo. L’essere battezzato è l’attuazione del morire con Cristo, per risuscitare con lui. E’ umano il rifiuto della morte. E’ del cristiano accettare la morte per vincerla, insieme a Gesù. Nell’attesa, nostro nutrimento sia l’Eucaristia, premio di resurrezione di immortalità.

 

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