71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Remigio Fiore da San Giovanni Rotondo: Padre Pio e fra Daniele sono stati i miei intercessori

Confratelli di Padre Pio

Fra Remigio, al secolo Matteo Fiore nasce a S. Giovanni Rotondo il 17 aprile 1939 da Antonio e Felicia Natale.

Negli anni della sua infanzia è circondato dal profumo di un frate “santo e carismatico”, che richiama gente da tutte le parti del mondo: Padre Pio da Pietrelcina. Non solo, ma nella sua famiglia, fortemente radicata nei valori della fede, si profila la presenza di uno zio frate cappuccino: fr. Daniele Natale da san Giovanni Rotondo. Un santo religioso di profonda fede la cui esperienza è intimamente legata a quella di Padre Pio. La sua famiglia e queste due figure sempre presenti nel suo percorso umano e spirituale segnano in modo decisivo il suo progetto di vita.

Entra in convento e veste l’abito religioso il 3 agosto 1958. Inizia l’anno di noviziato a Morcone ed emette la professione temporanea il 9 agosto 1959. Si lega definitivamente ai frati cappuccini con la professione perpetua il 15 agosto 1962. A Campobasso nella chiesa del Sacro Cuore viene ordinato sacerdote il 17 dicembre 1966.

Fra Remigio è un frate dal carattere mite e sereno, discreto e gioioso, ma anche combattivo e determinato. Comunicativo, conviviale e di relazione: qualità che gli permettono di vivere rapporti sereni ed intensi.  Dopo aver trascorso un anno a Venafro, nel 1967, Padre Remigio si mette al servizio dei malati nella realtà ospedaliera del Riuniti di Foggia. Ambito privilegiato del suo ministero sacerdotale e della sua testimonianza di frate cappuccino, dal 1968 al 1995. Prima nella fraternità di Sant’Anna, poi nella famiglia ospedaliera. Qui da il meglio di se, profondendo le sue energie e le qualità umane e fraterne, spirituali e pastorali.

Come cappellano sa conquistare la fiducia, l’amicizia e la benevolenza di tutto il personale ospedaliero: responsabili e dirigenti, medici e paramedici, inservienti. Sa conquistare la fiducia dei malati e dei loro familiari. Per ogni persona che incontra ha una la parola di conforto, un consiglio illuminato. Sempre con il sorriso accattivante, la battuta scherzosa, l’incoraggiamento e la spinta alla fiducia.

Un sacerdote ed un frate accanto ai più poveri: quelli visitati e toccati dalla croce della malattia e della sofferenza, più bisognosi di cura materiale e spirituale. Per dieci anni, dal 1979 al 1989 è responsabile provinciale dei cappellani ospedalieri.

Padre Remigio Fiore porta nel cuore due grandi amori: Padre Pio e fra Daniele, ai quali è legato da affetto profondo e da sempre considerati suoi modelli ed intercessori. Coltiva un intimo segreto, che rappresenta poi il suo impegno pastorale più immediato: non far spegnere la ‘memoria’ di fr. Daniele. Da qui il suo impegno nel raccogliere testimonianze, scritti, documenti per far conoscere e divulgare la testimonianza di questa splendida figura di frate vissuto in santità di vita.

Purtroppo nel pieno delle sue forze fisiche fra Remigio è visitato da una brutta malattia e sulla sua carne sperimenta il significato della sofferenza. Lascia il servizio di cappellano nell’ospedale. Un distacco che lo fa soffrire non poco. Inizia, così a girare per diversi ospedali, in Italia e all’estero, nella speranza di poter guarire. Nel 1995 è di convento a San Giovanni Rotondo impegnato nell’accoglienza dei pellegrini.

Nel 2001, torna a Foggia, nel convento di Sant’Anna, dove è nominato guardiano, viceparroco e assistente OFS. Come tutti i suoi confratelli attende il giorno della glorificazione di Padre Pio (16 giugno 2002) con grande entusiasmo, disponibilità ed impegno. Il Signore, però, nel suo disegno imperscrutabile stabilisce diversamente e lo ha chiama praticamente alla vigilia di un evento storico e tanto atteso da tutti. Il 14 giugno 2002, nel Parco Iconavetere di Foggia, durante la celebrazione eucaristica, mentre distribuisce l’Eucaristia ai fedeli, fra Remigio Fiore da San Giovanni Rotondo si sente male e si accascia a terra. Sorella morte, proprio durante la Santa Messa in preparazione all’evento della canonizzazione di Padre Pio gli fa visita. Aveva detto: “Sono certo che sia Padre Pio che lo zio fra Daniele mi sono vicini e mi aiutano, specialmente nelle prove, nel fare la volontà di Dio”. Sono proprio loro ad accoglierlo alle porte del Paradiso.

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