71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio: un uomo nelle mani di Dio

Ha sperimentato nella sua vita la gioia che deriva dal fare la volontà di Dio

San Pio da Pietrelcina ha pronunziato sempre, nella sua vita, l’amaro fiat della rassegnazione. Scriveva: “sono sempre in rassegnatissimo alla volontà Divina per le mortificazioni che di giorno in giorno si va aumentando” (Epist. I, 184) “Sono sempre disposto a fare la volontà di Dio” (ivi,226) “Sono rassegnato a tutto, a tutto mi sento preparato. Faccia di me il Signore come meglio gli aggrada; mi punisca pure, poiché sono uomo che vedo la mia povertà, nella verga della sua indignazione. Mi continui a minacciare ed a farmi fra le tenebre; continui pure poggiare su di me tutti i giorni questa sì pesante mano, innalzi sempre più questo edificio di separazione, circondato di fiele e di fatica; continui pure chiedermi ogni strada con massi riquadrati, distrutta ogni sentiero, seguiti a diportarsi con me come leone nascosto; tenga teso l’arco suo e mi faccia pure bersaglio delle sue saette, che sempre a lui di più forte e esclamerò con Giobbe:”Etiam si occederis me, in te sperabo” (Epist. I, 619). “Pregate e fate pregare per me, che pure mi sento distruggere dal desiderio di non spostarmi di un capello dalla adorabile volontà del mio Dio (ivi, 657). Io mi vado dibattendo; sospiro, piango, mi lamento, ma tutto è indarno; finché affranta dal dolore priva di forza, la povera anima si sottopone al Signore dicendo: “Non mea, o dolcissime Iesu, sed tua voluntas fiat” (ivi, 725).

 

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Padre Pio ha sperimentato la gioia che deriva dal fare la volontà di Dio, una gioia che gli fece scrivere: “Quanto è bello il sapere vivere sotto le disposizioni del Signore!  Quale felicità servire Dio nel deserto senza mamma, senza acqua e senza altre consolazioni che essere sotto la sua condotta e di soffrire per Lui! “(Epist. III, 264) “Quando sarà che noi, morti totalmente davanti a Dio, torneremo a vivere a quella vita tutta nuova nella quale non vorremmo più fare cosa alcuna, anzi, lasceremo volere a Dio tutto ciò che bisognerà fare e lasceremo che la sua volontà, sempre viva, operi sopra la nostra, definitivamente subordinata?. E che altro si può desiderare all’infuori della volontà di Dio? Che altro può bramare un’anima a lui consacrata?” (Epist. II, 452) Una delle esortazioni più vibranti che il santo cappuccino rivolgeva sue figlie spirituali era proprio quella del conformarsi alla volontà di Dio. Nelle sue lettere ci sono frasi come queste: “Procurate di stare sempre pronta e preparata a fare la divina volontà, la quale è  sempre diretta alla gloria di Dio ed al bene delle nostre anime. Oh quanto è dolce il pensiero di fare in tutto il divin volere! Il buon Gesù ve ne faccia esperimentare i bellissimi effetti” (Epist. II,36) “In tutti gli eventi della vita riconoscete la divina volontà adoratela, beneditecela.  Specie nelle cose più dure per voi, non siate sollecita di essere liberata. Innalzate allora più che mai la vostra mente al divin Padre e ditegli: “La mia vita come la mia morte è nelle vostre mani, fatene di me come meglio vi aggrada”. (ivi, 370). “Coraggio adunque ed avanti sempre nelle vie del divino amore, tenendo per fermo che quanto più la vostra volontà andrà unificandosi a quella di Dio, tanto più si crescerà in perfezione. (ivi, 452) “Nel riposo corporale a causa delle nostre infermità, pensiamo al riposo spirituale che i nostri cuori debbono avere nella volontà di Dio, ovunque essa ci porti. Viviamo, figliuola mia, finché piace a Dio in questa valle di miserie, con la totale sottomissione alla sua santissima volontà” (espist. III, 273) “Aderiamo la volontà di Dio, sia questa la stella sopra la quale si fissano i nostri sguardi” (ivi, 293) “Il contrassegno evidente della perfezione è quello di essere sottoposta alla divina volontà.” (ivi. 300) “Procura di comportarti sempre e in tutto alla volontà di Dio in ogni evento e non temere. Questa conformità è la via sicura per arrivare al cielo“. (ivi, 448). “Pratica con particolare esercizio di dolcezza e di sottomissione alla volontà di Dio, non solo nelle cose straordinarie, ma ancora in quelle piccolezze che quotidianamente avvengono”. Anche ai suoi confratelli padre Pio indirizzò incoraggiamenti, esortazioni richiami a sottoporre la propria volontà a quella di Dio. Al padre Evangelista da San Marco in Lamis, scrisse: “Ecco, padre, le condizioni con il quale dobbiamo darci a Dio: che da qui avanti egli faccia la sua volontà su di noi e che distrugga la nostra a suo piacere”. A  Padre Basilio da Mirabello Sannitico suggerì: “A voi non rimane che rassegnarvi a ciò che Dio vorrà disporre di voi e benedire quella mano che alcune volte sembra respingervi, ma che in realtà è la mano di questo tenerissimo Padre che non respinge mai, sebbene chiama, abbraccia, carezza e se talvolta percuote, ricordiamoci che è sempre la mano di un padre”(ibi, 242).

Ai giovani novizi cappuccini consigliò: “Vivete, o figlioli, finché piace a Dio, in questa valle di miserie con una totale somministrazione della sua santa volontà. Vivete tranquilli, fate riposare i vostri cuori dolcemente nella volontà di Dio” (ivi,444).

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Padre facci vivere una vita cristiana tranquilla è serena, affinché il Signore ci possa accettare nel suo regno celeste. Amen

Padre aiutaci ad affrontare le avversità della vita e fai che lo spirito Santo possa scendere in noi in ogni istante della nostra vita…. Padre immensamente Grazie per la tua misericordia.

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