Era il 1 febbraio 1922 quando Padre Pio dal convento di San Giovanni Rotondo risponde ad una lettera di Mons. Giuseppe Angelo Poli Vicario Apostolico di Allahabad (Indostan).

In questa lettera il cappuccino di Pietrelcina scrive al suo caro confratello vescovo: “Quanto bramerei e quanto sarei contento se potessi trovarmi anch’io costì per apprestare la mia povera opera per l’incremento della fede. Ma questa fortuna non è serbata a me, sibbene ad altre anime più nobili e più care a Gesù. La mia missione la eserciterò coll’umile, fervente ed assidua preghiera. Sì, padre, io sto qui col corpo, ma con lo spirito sono a voi vicino ed a voi strettamente unito“.
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