71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio in Uruguay per assistere Mons. Damiani in punto di morte

In bilocazione a Salto

Nel maggio 1949 giunse a San Giovanni Rotondo il vescovo di Salto, che ha raccontò le circostanze della morte di mons. Damiani, Vicario generale della diocesi. Lasciò ai frati uno scritto, in lingua spagnola, intorno alla morte di mons. Damiani.

«Nell’anno 1937, mons. Ferdinando Damiani, trovandosi ammalato di cuore, venne a San Giovanni Rotondo con l’idea di morire accanto a Padre Pio ed essere assistito da lui. Infatti, stando in convento, ebbe un attacco fortissimo che per due ore lo portò in punto di morte. Chiamato Padre Pio, che stava a confessare, non venne che passato il pericolo; e, siccome mons. Damiani si lagnò che non fosse venuto prima, Padre Pio, sor ridendo, gli disse: “Sapevo che non saresti morto e perciò ho continuato a confessare”. Migliorato, il Padre Pio gli disse di ritornarsene in Uruguay e continuare a lavorare perché, quando si trovasse in punto di morte, si sarebbe preoccupato lui stesso che fosse ben assistito spiritualmente. Durante un Congresso delle Vocazioni, nella notte dall’11 al 12 settembre, mons. Damiani venne colpito da un attacco di angina pectoris. Era passata la mezzanotte. Mons. Barbieri, che era stato nella camera di mons. Damiani fino alle ore 23 e ancor più, si era addormentato, quando venne svegliato da colpi dati alla porta della sua camera. Si aprì la porta e sentì una voce che gli diceva: “Vada ad assistere mons. Damiani che muore”. Mons. Barbieri dice che nella penombra gli sembrò vedere la sagoma di un Cappuccino. I colpi dati alla porta sono stati uditi da un sacerdote, il reverendo don Francesco Navarro, che pregava nell’oratorio della Casa Vescovile. Mons. Barbieri corse alla camera di mons. Damiani, trovando tutte le porte senza chiave, ma chiuse, e mons. Damiani a letto, col tavolino dei malati sopra il letto e morente. Sul tavolino erano sparse (l’abbiam visto dopo) le pillole di Trinitrina che forse non arrivò a prendere, ed un abbozzo di telegramma, scritto con mano tremante, che diceva: “Padre Pio San Giovanni Rotondo – Spasimi continui di cuore mi annullano Damiani”. In tutta la sua conoscenza chiese a mons. Barbieri di fargli dare l’estrema unzione. morì una mezz’ora dopo, assistito da 4 Vescovi e 6 preti. E così morì ben assistito nella prima ora del 12 settembre 1941. Debbo aggiungere che, date le circostanze del Congresso, le sue esequie furono solennissime, con l’assistenza di 4 Vescovi e più di 50 sacerdoti, numero per noi molto straordinario, e risultarono più una processione trionfale che un mesto corteo funebre; i suffragi furono numerosissimi”.

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