71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio e l’Ordine Francescano Secolare

Infaticabile direttore della fraternità di San Giovanni Rotondo

Padre Pio è stato, per molti anni, un infaticabile direttore della fraternità del terz’ordine Francescano di San Giovanni Rotondo. I registri degli iscritti alla fraternità assegnano l’inizio di questa sua attività domenica 11 marzo del 1917, quando ricevette al terzo ordine sei terziarie. Evidentemente, però, tale inizio deve essere fatto risalire ad alcuni mesi prima, dal documento che ogni sacra cerimonia di vestizione religiosa, che comporta seri impegni morali, richiedeva  sempre un’adeguata preparazione dei candidati. Ma comunque siano le cose riguardo, è certo che dall’11 maggio del 1917 la firma di Padre Pio ricorre spesso sui registri con una frequenza che rivela un intenso ministero sacerdotale da parte del frate in questo particolare settore. Questa attività, esercitata ininterrottamente per oltre 12 anni, si è arrestato il 19 maggio del 1929, domenica di Pentecoste, quando Padre Pio vestiti con l’abito della Penitenza di San Francesco tre terziarie (una di Carpino e due di Bologna). Da allora ci fu un lungo periodo di pausa, le cui cause vanno ricercate principalmente nelle tempestose vicende della tormentata vita il frate stigmatizzato. Si pensi soltanto che dalla segregazione degli anni 1931-1933, che lo isolò completamente non ci stanno dai terziari, ma anche dai figli spirituali e da tutti i fedeli. L’attività riprese, saltuariamente, negli anni 1950- 1955, per riesplodere nel periodo di tempo che va dal 8 dicembre del 1956 all’11 marzo del 1959; riassunse un ritmo saltuario negli anni 1961-1964, per spegnersi negli ultimi quattro anni precedenti la sua morte 1965-1968. Mentre nel primo periodo (dal1917-1929), per la carica di direttore della fraternità del terz’ordine. Padre Pio praticò in pieno il suo ministero con conferenze, riunioni dei novizi e dei terziari, vestizione e professione, nei periodi seguenti si limitò a queste due attività con una preferenza per la professione.

Gli argomenti da lui trattati nelle conferenze tenute alle anime, che volevano militare tra le file del Terzo Ordine della Penitenza ci sono stati tramandati dalle relazioni di alcune sue figlie spirituali le quali, durante il primo periodo, frequentavano sicuramente le riunioni. L’insegnante Nina Campanile, vestita come terziaria Francescana da Padre Pio Il 11 marzo del 1917, scrive nelle sue memorie: “Ci spiegò prima i principali mezzi di perfezione cristiana è cioè: la scelta di un santo e dotto direttore, la frequenza dei Santi Sacramenti, la meditazione, la lettura spirituale. Spiegava l’argomento e l’avvalorava sempre con esempi estratti dalla Sacra Scrittura, della vita dei santi. Diceva: gli argomenti sacri devono essere sempre avvalorati da esempi sacri e non da profani, perché hanno maggiore valore e maggior effetto”.

L’insegnante Maria Pompilio divenuta anche lei terziaria per le mani di Padre Pio l’8 dicembre del 1918, ricorda con nostalgia: “parecchie di noi sorelle spirituali ogni giorno si andava a trovare il padre, e, riunita nella foresteria, egli ci parlava modestamente or delle virtù, or dei vizi delle debolezze da combattere e spesso delle parabole del Santo Vangelo. Noi pendevamo dal suo labbro e tutte domandavamo spiegazioni e consigli spirituali. Che belle ore fruttuose per le nostre anime erano quelle!”

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