71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio e l’Eucaristia

“Il mondo potrebbe stare anche senza il sole, ma non può stare senza la santa Messa”.

Se chiediamo ancora oggi a quanti conobbero Padre Pio e si dicono sui seguaci e devoluti: “cosa vi colpiva di più di Padre Pio? ’. La risposta è senza dubbio una ed una soltanto: la sua Messa”.

Chi andava a San Giovanni Rotondo, anche se non riusciva a confessarsi, ad avere un qualche contatto col santo, rimaneva colpito nel vederlo celebrare. Si capiva che quella Messa, che durava moltissimo, non era un rito qualsiasi, ma era il centro di tutta la sua vita; era il cuore della sua stessa esistenza. Può sembrare superfluo ma non è male ricordare che Padre Pio ha anticipato di mezzo secolo il Concilio Vaticano II e lo stesso Movimento eucaristico che si è sviluppato negli ultimi decenni. L’Eucaristia era per Padre Pio come il sole, anzi più del sole, tanto che tutti ricordano la sua massima: “Il mondo potrebbe stare anche senza il sole, ma non può stare senza la santa Messa”. Questa celebre massima venne amplificata dal  cardinale Lercaro, che tanto stimava Padre Pio, al Congresso Eucaristico Diocesano di Trapani, quando, parlando  ai gruppi di preghiera pochi anni dopo la morte del Padre, ebbe a dire che per il cappuccino la messa era il centro dell’universo.

Nel mese di agosto del 1918 padre Pio fa a Napoli per la visita medica e lì viene trattenuto per una decina di fare accertamenti. Scrivendo a Padre Agostino da San Marco in Lamis descrive la sua sofferenza nel non poter fare la comunione e non poter adorare Il Santissimo Sacramento: “sono estremamente sconfortato per l’unica ragione che qui non si può celebrare, perché manca la cappella e fuori non è permesso uscire. Che desolazione senza Gesù” (Epist. I,933). La stessa cosa scrive a Padre Benedetto dalla prima Clinica Medica di Napoli: “sono estremamente sconfortato per l’unica ragione che qui non si può celebrare, perché manca la cappella e fuori non si può uscire. Che desolazione! Piaccia a Dio cavarmi presto da questo tenebroso carcere” (Epist. I,932)

Davvero per padre Pio, l’Eucaristia è il sole della vita.  Come dovrebbe essere per ciascuno di noi.

Basterebbe scorrere le pagine dell’Epistolario, per rendersi conto che sin da quando era giovane, l’Eucaristia era considerata come il cuore della sua esistenza. Sin da quando era giovane, la Messa era per lui la cosa più importante della giornata: si preparava con cura, celebrava con fede, trascorreva non poco tempo per ringraziare di aver potuto ricevere Cristo vivente.

Il fuoco dell’Eucarestia brucia nel cuore di Padre Pio e brucia ancora oggi fino a travolgere la immensa platea dei suoi discepoli. Nessuno, infatti, potrebbe dirsi suo devoto discepolo se non mettere al centro della sua vita l’euc

arestia. Dinanzi al Santissimo Sacramento, Padre Pio si sente bruciare dal fuoco dell’amore, tanto che si chiede se possono esistere delle anime che non si sentono bruciare il piatto dal fuoco divino, specialmente allorché si trovano dinanzi a lui Sacramento” e risponde: a me sembra ciò impossibile, massimamente se ciò riguarda un sacerdote, un religioso. Forse quelle anime che dicono di non sentire questo fuoco, non l’avvertono a causa del loro cuore più grande. Solo così, con questa benevola interpretazione, mi associo ad essi, per non tacciarli della nota vergognosa di menzonieri” (Epist. I, 317).

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