L’attesa della seconda venuta del Signore è il tema prevalente dell’Avvento, che tende a predisporre il credente all’incontro con Cristo, nel quale si deciderà il suo “destino” finale che completerà il piano salvifico a cui è stato chiamato.
La gioia e la speranza che caratterizzano l’avvento, diventano esultanza nella notte in cui si celebra la festa del Natale. Il figlio di Dio, che si fece carne “quando giunse la pienezza del tempo” si incarna misticamente nel cuore di chi ha fede. Giace ora nel presepe, in una mangiatoia, per consentire all’uomo di potersi cibare di lui e diventare suo “Salvatore” e “Signore“. Giace in una grotta per impartire lezioni di umiltà e di amore.
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Padre Pio ha vissuto la sua esistenza terrena nell’attesa e nella preparazione all’incontro con Dio. Si potrebbe dire che tutta la sua vita è stata un’avvento. Fin dal 26 dicembre, ogni anno contava i giorni che lo dividevano dal Natale. E, in una “Notte Santa” davanti al presepe, meditando scrisse: 
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