
Il 30 gennaio 1915, Padre Pio scriveva a padre Agostino: “Sentomi il cuore le viscere tutte assorbite dalle fiamme di un grandissimo fuoco, che si vanno sempre ingagliardendo. Tali fiamme fanno uscire la povera anima mia in flebili sospiri. Eppure chi gli crederebbe? In un medesimo tempo l’anima sente, assieme al martirio atrocissimo che le viene cagionato delle suddette fiamme, una soavità estremamente eccessiva, che tutto mi lascia divampare d’amore grande di Dio. Mi sento annichilito, padre mio, che non trovo luogo per potermi nascondere a tale dono del divin maestro. Io sono ammalato, ed ammalato di cuore. Non ne posso proprio più; il filo sembra che sia per spezzarsi da un momento all’altro e questo momento non si vede giungere. 
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Quelli che hanno assistito alla messa di Padre Pio possono testimoniare come queste parole corrispondono a verità. Per quanto riguarda i suoi confratelli ricordano di averlo visto l’altare con gli occhi e il viso infuocato, che si accendeva di maggiore splendore specialmente in due punti della Santa Messa: la consacrazione e all’ultimo Vangelo. Alla consacrazione durante l’immolazione del Figlio di Dio. All’ultimo Vangelo, quando leggeva il prologo di San Giovanni. Sembrava allora che gli splendori del Verbo eterno si riverberassero sul volto del frate di Pietrelcina
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Buona sera e’ bellissimo ascoltare le vostre preghiere ogni sera
Vi posso chiedere una preghiera per mia figlia Alice, le hanno diagnosticato un tumore
confido in voi pace bene