71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio a Firenze in bilocazione

La professione di Giuseppina Villani, suor Beniamina Crocifissa del Divin Cuore

Nel suo diario di Padre Agostino, riporta aneddoti che vedono come protagonista il suo confratello Padre Pio e i suoi figli spirituali. Nel dicembre 1931, di ritorno da un viaggio a Firenze, padre Agostino conversa con Padre Pio circa la sua permanenza nella regione toscana.Questa volta gli ho raccontato la vestizione di suor Beniamina Crocifissa del Divin Cuore (Giuseppina Villani) fatta da me a Firenze l’8 dicembre 1931″. Padre Agostino gli racconta della sua permanenza a Firenze, specie a Coverciano, parlandogli di quelle “buone suore”. Al suo racconto, specie a quello della vestizione della cara figliuolina, piangeva di commozione, benedicendo e ringraziando Gesù. Scrive Padre Agostino: “Siccome a Firenze una suora mi disse che Padre Pio una mattina, dopo la Comunione, le era apparso per confortarla e benedirla, io mi volli accertare anche da lui. Gli domandai: «Spesso fai anche dei viaggetti… fino a Firenze?…». Mi guardò sorridendo!… «Una suora mi ha detto così e così!… È vero?…». «Padre, sì» – mi rispose umilmente. Ma la suora mi disse che dopo ti pregò di andare anche da suor Beniamina…e tu rispondesti: «Non ho l’obbedienza… È vero?…». «Padre, sì» – mi confermò. Ma spesso va anche da suor Beniamina, come vi andava quando questa era secolare a casa sua. E questa cara animuccia va anche spesso dal Padre. Si scambiano fra loro di queste visite spirituali e misteriose per effetto di bilocazione”.

Giuseppina Villani di San Marco la Catola,, l’8 dicembre 1931, vestì l’abito religioso, prendendo il nome di suor Beniamina Crocifissa del Divin Cuore. La sacra funzione fu officiata dallo stesso padre Agostino, che era il direttore spirituale della Villani e che l’aveva incoraggiata a consacrarsi al Signore. Uscì dal monastero dopo cinque anni, a causa della salute cagionevole. Si consigliò con padre Pio, principalmente durante il mese da questi trascorso in San Marco la Catola (aprile maggio 1918) ed ebbe anche corrispondenza con lui.

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