71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio a don Giuseppe Orlando: “devi iniziare i lavori per Casa Sollievo della Sofferenza”

Tutto partì da una strada. Era il 19 maggio 1947

Venerdì 16 maggio 1947 avvenne la posa della prima pietra per la Casa Sollievo della Sofferenza. Tre giorni dopo, il 19 maggio 1947, fu dato il primo colpo di piccone ed ebbero così inizio i lavori per una grande opera, a sostegno della quale non v’era alcuna organizzazione industriale o commerciale. V’erano solo le offerte dei fedeli. I lavori proseguirono con gli operai sotto la guida di don Peppino Orlando. Durarono diversi anni e Padre Pio fremeva perché non si concludevano. Entrato a far parte del Comitato per l’erigenda Clinica, stando sempre vicino al Padre, don Peppino venne da lui continuamente sollecitato a dare inizio ai lavori.

Così don Orlando scrisse nelle sue memorie: «Padre Pio se la prendeva sempre con me. Ogni sera col gomito mi batteva forte nei fianchi, tanto che evitavo di sedergli vicino. “Hai capito che devi iniziare i lavori?” “Ma Piuccio, perché devi far ridere sulle mie e le tue spalle? Iniziare i lavori per una grande clinica senza un progetto, senza un disegno, senza un ingegnere?” “Tu devi iniziare i lavori!” Una sera, unicamente per farlo contento, gli dissi: “Piuccio, domani farò una strada in quelle rocce donate da Maria Basilio; bada bene, però, che solo una strada io so fare!” Si, appunto una strada: comprai due gomitoli di spago e con venti operai iniziai la strada larga 4 metri, allineando, con lo spago teso, due muretti a secco con pietre che ricavavo dal roccioso suolo. Padre Pio spiava ogni giorno dal finestrone del convento e la sera mi spolverava dalla sottana la polvere che mi era caduta addosso durante i lavori del giorno. Come era contento!».

Don Peppino (Giuseppe) Orlando, a Pietrelcina, tutti lo chiamavano “Il marchese” perché era stato adottato da fanciullo dai marchesi di Pago Verano, ed aveva ricevuto in eredità il loro castello, siccome non avevano altri eredi. Don Peppino Orlando non era un modello di sacerdote, ma Padre Pio gli voleva bene lo stesso perché egli era stato, anche se involontariamente, la ragione della sua vocazione, e anche per il fatto che egli lo aveva messo sulla retta strada. Padre Pio, lo convinse ad andare a vivere a San Giovanni Rotondo. Il il 16 ottobre 1921 gli scrisse: “Trasferisciti qua’, e quando vieni ti farò fare un altro sacrificio per il bene di tutta l’umanità sofferente.”

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