Venerdì 16 maggio 1947 avvenne la posa della prima pietra per la Casa Sollievo della Sofferenza. Tre giorni dopo, il 19 maggio 1947, fu dato il primo colpo di piccone ed ebbero così inizio i lavori per una grande opera, a sostegno della quale non v’era alcuna organizzazione industriale o commerciale. V’erano solo le offerte dei fedeli. I lavori proseguirono con gli operai sotto la guida di don Peppino Orlando. Durarono diversi anni e Padre Pio fremeva perché non si concludevano. Entrato a far parte del Comitato per l’erigenda Clinica, stando sempre vicino al Padre, don Peppino venne da lui continuamente sollecitato a dare inizio ai lavori.

Don Peppino (Giuseppe) Orlando, a Pietrelcina, tutti lo chiamavano “Il marchese” perché era stato adottato da fanciullo dai marchesi di Pago Verano, ed aveva ricevuto in eredità il loro castello, siccome non avevano altri eredi. Don Peppino Orlando non era un modello di sacerdote, ma Padre Pio gli voleva bene lo stesso perché egli era stato, anche se involontariamente, la ragione della sua vocazione, e anche per il fatto che egli lo aveva messo sulla retta strada. Padre Pio, lo convinse ad andare a vivere a San Giovanni Rotondo. Il il 16 ottobre 1921 gli scrisse: “Trasferisciti qua’, e quando vieni ti farò fare un altro sacrificio per il bene di tutta l’umanità sofferente.”
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Grazie mille per questi commenti ❤️
grazie per l’articolo, spero che qualcuno continui a parlare di Don Giuseppe Orlando, mio bisnonno…ha fatto tanta beneficenza e fa parte della storia di padre pio e spero tanto che un giorno il suo libricino venga pubblicato da qualcuno.
Pio Orlando…