

La storia della costruzione del convento è avvolta da una “profezia”.
“In una delle solite passeggiate serotine, attorniato da seminaristi e da un giovane cappuccino, l’arciprete don Salvatore Pannullo, che di solito – racconta un testimone oculare – sentiva più i discorsetti di Forgione, ci fece fermare improvvisamente e ci invitò a zittire e a sentire Forgione.
Il cappuccino sentiva un coro di Angeli e delle campane che suonavano a distesa da un luogo non lontano da noi, ed indicava col braccio e con la mano tesa verso il luogo destro della strada. Noi tutti non udivamo nulla ed il silenzio fu rotto dallo scroscio delle nostre risate”.
Gli Angeli, forse indispettiti, non fecero più sentire il loro coro, ma il suono della campana a distesa arriva ora alle vallate e sale le colline e ricorda che un giovane cappuccino l’aveva già sentito tanti anni prima che sorgesse un convento ed una chiesa per i suoi frati a Pietrelcina, in quella contrada che, fino a pochi anni fa portava ancora il nome di “Gregarie”, allora aperta campagna e luogo di raduno dei pastori.
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