71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Matteo da Agnone: un santo contro il demonio

L'esorcista che dava fastidio al diavolo

Il 31 ottobre ricorre il giorno della morte del servo di Dio, Padre Matteo da Agnone. Una data significativa e provvidenziale. Padre Matteo è stato un grande esorcista che ha combattuto il demonio. Più volte, infatti, sotto esorcismo, il diavolo è stato costretto ad ammettere che il giorno della morte di padre Matteo gli disturba la sua “festa” di ..halloween! La quale ricorrenza al di là dell’ingenua semplificazione di chi la ritiene una specie di carnevalata, è il momento in cui si “fatturano” intrugli satanici e si compiono riti spiritistici sacrileghi, scellerati e assai pericolosi.

Fra Matteo, al secolo Prospero Lolli, nacque ad Agnone il 30 novembre 1563 da una famiglia cristiana. Purtroppo la sua adolescenza fu segnata da un evento drammatico. Aveva 11 anni. Un giorno un amico gli mostrò  una pistola  che aveva sottratto, di nascosto, al padre.  Accidentalmente partì un colpo, e l’amico morì sul colpo. Sebbene innocente, il futuro Prospero fu costretto a lungo a nascondersi e a fuggire a Napoli. Qui frequentò la facoltà di filosofia e medicina, ma era innamorato dell’ideale francescano. Decise  di farsi frate cappuccino, per poter conoscere meglio le verità della teologia e divenire medico delle anime.

Fu ordinato sacerdote a Bologna il 20 settembre 1587 e si distinse per la sua grande capacità di predicatore, convinto assertore dell’Assunzione di Maria. Ebbe anche fama di efficace esorcista.

Proprio a Bologna nel periodo di preparazione alla sua ordinazione, si verificò l’episodio “rivelatore” dello straordinario carisma di liberazione dal demonio  ricevuto da Dio e che avrebbe fatto di lui uno degli esorcisti più potenti della storia della Chiesa. Mentre un giorno, infatti, egli se ne stava come al solito raccolto a studiare e a meditare nella sua povera celletta francescana, nella chiesa attigua, e a sua insaputa, alcuni padri stavano compiendo un esorcismo su un’ossessa; l’ennesimo di una lunga serie per quella poveretta, poiché il maligno opponeva una strenua e feroce resistenza alla preghiera della Chiesa. A quel punto, però, il demonio costretto dalla Potenza di Dio, ammise: “Se volete che me ne vada, deve venire qui a pregare fra’ Matteo d’Agnone, la cui umiltà io non posso sopportare!” Bastò, infatti, che arrivasse l’umile fraticello perché la donna fosse liberata. Fu questo l’inizio di una lunga e potente carriera di esorcista, per cui si calcola che, in tutta la sua vita, il santo cappuccino ha liberato non meno di 650 indemoniati.

Rientrato a Napoli, si affiliò alla provincia dei Cappuccini di Foggia, nella quale fu superiore locale e provinciale, predicatore dotto e infiammato della Parola di Dio, maestro di preghiera e modello di ogni virtù. Si distinse per l’amore alla Madonna della quale difese l’assunzione in anima e corpo in Cielo quattro, secoli prima della proclamazione del dogma; ebbe dal Signore il dono della profezia e dei miracoli, operando,  con il solo segno di Croce, tante guarigioni ad Agnone, a Vasto ed a Serracapriola. Fu po­tente esorcista. Morì infatti santamente, a Serracapriola, il 31 Ottobre 1616.

La sua fama di santità si va sempre più diffondendo ed egli mostra di continuare il suo ministero esorcistico nei confronti di tanti fratelli e sorelle “disturbati” che lo invocano con fede. Gli esorcisti in particolare, lo sentono potentemente vicino.

Il corpo di Padre Matteo si trova, come detto, nel convento dei cappuccini di Serracapriola (FG) dove, per sua intercessione, avvengono tanti prodigi.

 

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