


Dopo un anno trascorso a Venafro, Padre Angelo fa una breve esperienza a San Giovanni Rotondo, nel 1956, come vice cappellano della Casa Sollievo della Sofferenza. Questo gli permette di conoscere più da vicino il suo illustre confratello Padre Pio. Spesso gli serve la Santa Messa e mentre lo aiuta nella vestizione dei paramenti sacri, scosta le maniche del saio per curiosare. Fra Angelo vuole vedere le stimmate. Padre Pio se ne accorge e gli da un cazzotto in testa, che fra Angelo non dimenticò più. Immediatamente Padre Pio accortosi della buonafede del giovane fraticello, gli fa una carezza di perdono e gli porge le mani piagate da baciare.

Nel 1957 a Montefusco, nel 1958 a Morcone, poi, nel 1959 a Campobasso come delegato delle opere missionarie, nel 1964 a San Severo, nel 1966 Isernia. Per tredici anni, dal 1968 al 1981 è parroco a Gesualdo. Collaboratore parrocchiale nel convento Immacolata di Foggia nel 1981. È un frate cappuccino che lascia il segno nei suoi confratelli perché ama lo stile gioviale di vivere in fraternità.

Nel 2014, dopo aver ringraziato il Signore per il sessantesimo anno di sacerdozio raggiunge la pace dei giusti il 4 maggio.

