71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Ogni mattina Padre Pio a colloquio con la Madonna prima di andare a confessare

Il racconto di Padre Eusebio Notte

Padre Eusebio Notte nelle sue memorie ha raccontato che lungo il percorso che portava Padre Pio dalla sua stanza alla sagrestia della chiesetta antica, c’erano diverse soste. L’ultima sosta era quella che faceva immediatamente prima di entrare nella sagrestia vecchia, ai piedi di una rampa di scale che dal corridoio del primo piano portava a pianterreno.

Qui c’è una bella immagine dell’Immacolata.  I fedeli non possono vederla, perché si trova in clausura.

Puntualmente Padre Pio si fermava lì, perché sembrava che quella Mamma Immacolata stesse ad aspettarlo, prima che si tuffasse nel lavaggio delle anime dai peccati, attraverso la confessione.

Padre Pio, con la mano destra si aggrappava all’appoggiamano, mentre con la sinistra continuava a reggere la sua arma, la corona, specie in quel momento quando si preparava a lottare contro satana e cacciarlo dalle anime. “Io lo reggevo sottobraccio, per evitare che perdesse l’equilibrio” raconta Padre Eusebio.

Diversi minuti con Maria, mormorando un’altra preghiera, di cui ogni tanto, Padre Eusebio, afferrava qualche parola. Prima cosa che faceva, recitava la formula che una volta recitavamo tutti quanti prima di andare a confessare: “assolvere i peccati, secondo la facoltà ricevuta dalla Chiesa, poi uno sguardo alla Madonna, un mezzo gemito o un sospiro d’amore, e giù al lavoro”.

“Sono sicuro – scriveva padre Eusebio – che l’Immacolata lo aiutava a non sporcarsi, mentre puliva o purificava gli altri, ridonando ad essi la grazia di Dio”.

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