
Don Stefano è partito da una espressione incisa nelle mura della Santa Casa a Loreto “chi vi entra trova scritto: qui il verbo si e fatto carne, hic verbum caro factum est. Casa di Nazareth trasportata dagli angeli sul colle. “Possiamo dire, che quando il Signore viene e noi lo invochiamo, lungo il percorso di questo tempo, Dio si fa carne in ciascuno di noi, irrompe nella nostra storia”. Il tempo di avvento “è un tempo di grazia, è il tempo del sacramento della pazienza”. Un tempo che abbiamo a disposizione per convertirci: “dobbiamo guardare questo Dio che viene”.
“L’avvento è un tempo in cui sentiamo la mancanza. C’è qualcosa che estromette Dio dalla nostra esistenza. Non è un essere vuoto, ma la mancanza piena della Presenza. Attendere l’Altro con A maiuscola per sentirci afferrati e realizzati e portati a compimento da Lui perché solo l’Altro che viene è pienezza, compiutezza e totalità: è tutto. E’ pericoloso il tempo in cui non sento il bisogno dell’Altro perché in quel momento diciamo “io basto a me stesso e questo credere è l’inizio dell’annientamento di noi stessi”. Bisogna fare attenzione.

