71013, San Giovanni Rotondo (FG)

L’epidemia “spagnola” non risparmiò neanche Padre Pio

Probabilmente si ammalò di spagnola, all'inizio del mese di ottobre del 1918

Alla fine della prima guerra mondiale, nel 1916, scoppiò in tutta Italia una grave epidemia, detta la “spagnola” una forma di influenza maligna che, partendo dall’America nei primi mesi di quell’anno, dilagò, attraverso la Spagna, in tutta Europa. Anche la cittadina di San Giovanni Rotondo ne fu seriamente colpita. Scrive a riguardo Vittorina Ventrella (1872 –  1959): Era l’anno 1918, il terribile male della spagnola infierì pure nel nostro paese, facendo grande strage di giovani vite umane. Tutte in casa ne fummo colpite, tanto che ti fu qualche giorno in cui non potevamo porgere un bicchiere d’acqua una con l’altra. Più di tutte versavo in un gravissimo stato io“.

I colpiti dall’epidemia facevano ricorso a padre Pio, che già da due anni dimorava a san Giovanni Rotondo e godeva fama di santità.

Inoltre, il 20 settembre 1918, aveva ricevuto il dono delle stimmate. Le sue parole erano sempre piene di speranza, piene di fede e di carità. Alle sorelle Ventrella scrisse: “Se avete fede, nessuna di voi perirà”. Un’altra famiglia sottoposta a terribile prova fu quella delle sorelle Campanile, le quali anch’esse ricorrevano al “Monaco santo”. Questa la testimonianza di Nina Campanile: Intanto infieriva la spagnola e nel paese mieteva vittime: “Non temete” diceva il Padre. “Tenetevi sotto la protezione della Vergine, non commettete peccati, il morbo non avrà ragione di voi”. Infatti nessuna delle sue figlie spirituali ne morì.

Il 17 settembre 1918, mercoledì, fui da Padre e conferii con lui; soffriva molto, si addossava sofferenze per salvare le anime e i corpi del morbo della spagnola. il 18 e il 19 non potei recarmi dal Padre perché tutti i miei furono attaccati dal male in forma leggera, solo una mia sorella prossima al parto si aggravò. il venerdì notte mia sorella, aggravatasi ancora, chiese di confessarsi dal superiore del convento e mia madre, costernata dal timore della perdita, mi dette l’elemosina per una messa da portare al Padre: Era quel che bramavo. Corsi al convento e trovai il Padre nella sagrestia: “Padre, mia sorella è grave“, esclamai “Quant’anche la vedessi spirare“, mi disse, “devi credere che deve guarire”. La certezza della guarigione penetrò nell’anima mia”.

Lo stesso Padre Pio non fu esente dal terribile morbo.

Lo attesta egli stesso, in una lettera indirizzata al padre Benedetto, il 17 ottobre 1918. “Sono a voi di ritorno dopo un lunghissimo tempo passato nel silenzio e voi me lo perdonerete di certo, sapendo che non è stato causato da negligenza e non curanza, ma impotenza assoluta. Sono stato anche a letto con febbri spagnuole, e che anche qui fa strage di morti. Quanto sarebbe stato per me desiderabile se il Signore mi avesse chiamato a sè, ma sono stato da lui ridato alla misera esistenza per la lotta del tempo”. (Epist. I, 1089).

Padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi dice in un manoscritto: “Il dottor Angelo Maria Merla consigliò a Padre Pio di scendere in foresteria e farlo assistere e sorvegliare dalla procuratrice Russo Rachelina. Egli, colpito da broncopolmonite, restò in foresteria finché non fu sfebbrato completamente e poi, con il consiglio del medico Merla tornò nella cella n. 5.

Probabilmente si ammalò di spagnola, all’inizio del mese di ottobre del 1918, una decina di giorni dopo aver ricevuto le stimmate. Dopo circa un mese ci fu una miglioria. difatti il 27 ottobre 1918, scriveva ad Antonietta Vona: “Rispondo con vari giorni di ritardo alla tua per ragioni di salute, che lascia molto a desiderare. Sono uscito, è vero, fuori pericolo, ma mi sento assai debole e impotente a poter reagire. Fiat voluntas Dei.” (Epist. III, 877).

Ma subito dopo ci dovette essere una ricaduta, se il 9 novembre 1919 Padre Pio poteva scrivere ad Erminia Gargani: “Scrivo dal letto dove sono confinato a causa della mia infermità. Mi trovo tutto ripieno di dolori nel fisico e tutto ripieno di amarezze nello spirito” (Epist. III,759).

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% Commenti (11)

Caro padre pio, in questo momento c’è un male che gira in torno a noi. Aiutaci a sconfiggerlo.

Caro San Pio, grazie di esistere ancora, ringraziamo Dio per il dono che ci ha dato, ti prego di intercedere presso Dio affinché abbi misericordia di tutta l’Umanità, di preservarla dai mali che ci affliggono, nel anima e nel corpo; non per meriti ma per bontà Sua. Con Affetto, tuo Giovanni.

Anna maria Scopece

Grazie per i vostri commenti

Una preghiera per l’intero pianeta Piuccio. Ciao, grazie

PADRE PIO abbi cura di tutti noi in questo terribile momento

Qualsiasi tempo …la storia si ripete e tu padre Pio sei stato affetto pure dalla spagnola che ti ha portato sofferenze sia fisiche che spirituali. Tu sai cosa significa un’epidemia e aiutaci a sopportare questo momento. Ti affido le persone più deboli , sofferenti, sole. Ti affido i bambini , gli anziani e soprattutto coloro che hanno una disabilità. Io non chiedo una grazia per me , ma per loro , allevia le loro sofferenze, tu che di sofferenza ci hai condiviso una vita. Una preghiera per loro.

San Pio prega x noi

PADRE PIO TU SAI COSA DESIDERA IL MIO CUORE. TI PREGO

claudia colangeli

Mi aspettavo che un giorno esplodesse tutto questo. Troppo è il male che regna su qusta terra.
E ora con grande amarezza e paura ci rivolgiamo e ci rifugiamo a te che sei al cospetto di Dio. Ti chiedo o Signore tramite Padre Pio, risparmia gli uomini di buon cuore affinche possano costruire un modo migliore di pace e amore nel nome tuo.

Padre Pio prega per noi pecatori! Abbi pieta di noi . Soglieva da noi guesta brutta malattia!

Padre pio aiutci atutti a sortire da questa epidemia

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