Alla fine della prima guerra mondiale, nel 1916, scoppiò in tutta Italia una grave epidemia, detta la “spagnola” una forma di influenza maligna che, partendo dall’America nei primi mesi di quell’anno, dilagò, attraverso la Spagna, in tutta Europa. Anche la cittadina di San Giovanni Rotondo ne fu seriamente colpita. Scrive a riguardo Vittorina Ventrella (1872 – 1959): “Era l’anno 1918, il terribile male della spagnola infierì pure nel nostro paese, facendo grande strage di giovani vite umane. Tutte in casa ne fummo colpite, tanto che ti fu qualche giorno in cui non potevamo porgere un bicchiere d’acqua una con l’altra. Più di tutte versavo in un gravissimo stato io“.

Inoltre, il 20 settembre 1918, aveva ricevuto il dono delle stimmate. Le sue parole erano sempre piene di speranza, piene di fede e di carità. Alle sorelle Ventrella scrisse: “Se avete fede, nessuna di voi perirà”. Un’altra famiglia sottoposta a terribile prova fu quella delle sorelle Campanile, le quali anch’esse ricorrevano al “Monaco santo”. Questa la testimonianza di Nina Campanile: Intanto infieriva la spagnola e nel paese mieteva vittime: “Non temete” diceva il Padre. “Tenetevi sotto la protezione della Vergine, non commettete peccati, il morbo non avrà ragione di voi”. Infatti nessuna delle sue figlie spirituali ne morì.


Lo attesta egli stesso, in una lettera indirizzata al padre Benedetto, il 17 ottobre 1918. “Sono a voi di ritorno dopo un lunghissimo tempo passato nel silenzio e voi me lo perdonerete di certo, sapendo che non è stato causato da negligenza e non curanza, ma impotenza assoluta. Sono stato anche a letto con febbri spagnuole, e che anche qui fa strage di morti. Quanto sarebbe stato per me desiderabile se il Signore mi avesse chiamato a sè, ma sono stato da lui ridato alla misera esistenza per la lotta del tempo”. (Epist. I, 1089).
Padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi dice in un manoscritto: “Il dottor Angelo Maria Merla consigliò a Padre Pio di scendere in foresteria e farlo assistere e sorvegliare dalla procuratrice Russo Rachelina. Egli, colpito da broncopolmonite, restò in foresteria finché non fu sfebbrato completamente e poi, con il consiglio del medico Merla tornò nella cella n. 5.

Ma subito dopo ci dovette essere una ricaduta, se il 9 novembre 1918 Padre Pio poteva scrivere ad Erminia Gargani: “Scrivo dal letto dove sono confinato a causa della mia infermità. Mi trovo tutto ripieno di dolori nel fisico e tutto ripieno di amarezze nello spirito” (Epist. III,759).
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Caro padre pio, in questo momento c’è un male che gira in torno a noi. Aiutaci a sconfiggerlo.
Caro San Pio, grazie di esistere ancora, ringraziamo Dio per il dono che ci ha dato, ti prego di intercedere presso Dio affinché abbi misericordia di tutta l’Umanità, di preservarla dai mali che ci affliggono, nel anima e nel corpo; non per meriti ma per bontà Sua. Con Affetto, tuo Giovanni.
Grazie per i vostri commenti
Ho avuto la fortuna di leggere questo bellissimo post sulla vita di Padre Pio, testimonianza di grande fede e rara bontà. Per questo ringrazio coloro che hanno avuto cura di pubblicare e divulgare questi interessanti aneddoti, e le meravigliose foto che ritraggono il nostro amato Padre Pio. Si ha sempre bisogno di buoni esempi e di parole di luce. Che Dio Vi benedica.
Una preghiera per l’intero pianeta Piuccio. Ciao, grazie
PADRE PIO abbi cura di tutti noi in questo terribile momento
Qualsiasi tempo …la storia si ripete e tu padre Pio sei stato affetto pure dalla spagnola che ti ha portato sofferenze sia fisiche che spirituali. Tu sai cosa significa un’epidemia e aiutaci a sopportare questo momento. Ti affido le persone più deboli , sofferenti, sole. Ti affido i bambini , gli anziani e soprattutto coloro che hanno una disabilità. Io non chiedo una grazia per me , ma per loro , allevia le loro sofferenze, tu che di sofferenza ci hai condiviso una vita. Una preghiera per loro.
San Pio prega x noi
PADRE PIO TU SAI COSA DESIDERA IL MIO CUORE. TI PREGO
Mi aspettavo che un giorno esplodesse tutto questo. Troppo è il male che regna su qusta terra.
E ora con grande amarezza e paura ci rivolgiamo e ci rifugiamo a te che sei al cospetto di Dio. Ti chiedo o Signore tramite Padre Pio, risparmia gli uomini di buon cuore affinche possano costruire un modo migliore di pace e amore nel nome tuo.
Padre pio tu sai tt di Emanuele aiutalo fa che trova qualcuno che lo prende a lavorare e guarisci lo grazie mille
Padre Pio prega per noi pecatori! Abbi pieta di noi . Soglieva da noi guesta brutta malattia!
Padre pio aiutci atutti a sortire da questa epidemia
Padre pio tu sai tt di Emanuele aiutalo fa che trova qualcuno che lo prende a lavorare e guarisci lo grazie mille
caro San Pio non ti chiedo guarigioni anche se ne avrei bisogno, ti chiedo invece di rafforzare la mia Fede che mi sarà d’aiuto nella sofferenza…