
Durante l’omelia rivolgendosi ai fedeli presenti in chiesa ha ricordato che “ciascuno è giunto a San Giovanni Rotondo, terzo luogo religioso più visitato nel mondo, perché spinto da tre atteggiamenti che corrispondo ad altre tre sentimenti: essere pellegrini per un incontro con autentico francescano attraverso il quale vogliamo scorgere il volto di Gesù, con la speranza di poter crescere nella fede”. Sono gli stessi motivi “che hanno portato me dal veneto in Puglia per sostare in meditazione dinanzi a San Pio”.

Padre Gianluigi ha voluto poi condividere con i fedeli presenti in Chiesa quanto ha vissuto dieci anni fa con una grande poetessa italiana Alda Merina, nel giorno della sua morte: 1 novembre 2009. Padre Gianluigi ha raccontato che Alda è stata una grande devota del santo cappuccino su cui ha scritto una serie di poesie mai pubblicate e rimaste inedite. Desiderava un frate, cappuccino, dello stesso ordine di Padre Pio, per riconciliarsi con Dio, “prima di chiudere gli occhi”. Padre Gianluigi venne chiamato dal suo agente all’ospedale di Milano dove era ricoverata per l’aggravarsi della sua malattia. “Alda aveva il presentimento dell’incontro con sorella morte: ecco il frate di Padre Pio”. Queste le sue parole quando lo vide. Poi fece uscire tutti e chiese di confessarsi: “conobbi un anima bianca. Al termine della confessione, mi chiese di prendere una reliquia di padre pio che da sempre portava con se. Quando la adagiai nel palmo della mano lei la fisso e disse: padre la ringrazio con colui che e stato la luce della mia vita. Lì ho capito che stava accadendo qualcosa, qualcosa di grande“. Quando Padre Gianluigi andò via, dopo qualche ora Alda morì.

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