Era il 23 maggio 1987 quando sua Santità Giovanni Paolo II, giunse a San Giovanni Rotondo. Vi era stato altre tre volte. Da prete nel 1948, la seconda nel 1962 da vescovo e la terza da cardinale nel 1974.

Con la mano destra poggiata sul granito della tomba del venerato Padre Pio, è rimasto in ginocchio per circa dieci minuti, raccolto in profonda preghiera.
Poi insieme ai cappuccini fece una foto ricordo e rivolgendosi padre Generale disse: “E adesso fatelo camminare questo Padre Pio!“.
Il giorno seguente mentre lasciava San Giovanni Rotondo ammirava la Casa Sollievo della Sofferenza. L’Arcivescovo Vailati che gli era accanto, in auto, per accompagnarlo a Monte Sant’Angelo ricordava che il Papa gli disse: “questo ospedale è veramente un’opera grandiosa, in continuo sviluppo. Per me, questo è il miracolo più bello fatto da Padre Pio. Un’opera come questa non può avere altra origine se non da molta preghiera e sofferenza e da una straordinaria carità. Quando venni la prima volta da padre Pio ero un giovane sacerdote e mi aspettavo di vedere in lui una copia di San Francesco d’Assisi, piccolo, dimesso. Invece padre Pio era un bell’uomo, alto, robusto; però mi colpì in lui la preghiera, come celebrava la Messa, e la sofferenza. Così si spiega la Casa Sollievo della Sofferenza”.
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