71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Gli scritti di Padre Pio: un inno all’amore

San Pio da Pietrelcina, considera l’amore come il sentimento più sublime della vita, che consegue la sua pienezza unicamente nel momento in cui potrà fondersi con il sommo bene.

Esso è fonte di felicità e mezzo di santificazione. Fin dagli anni giovanili, il cuore di Francesco Forgione è perso di amore. I suoi scritti, sono un inno sublime all’amore. Lo dimostrano i componimenti scolastici giunti fino a noi e tutte le sue lettere, in cui traspare la ricerca del vero amore e l’ansia continua di conformarsi al modo di amare Gesù.

In una lettera del 12 maggio 1904 indirizzata a suo confessore, il padre Agostino da San Marco il Lamis, in cui ricorda la sua cresima, si legge: “Al pensiero di quel giorno mi sento bruciare tutto da una fiamma vivissima che brucia, strugge e non dà pena…L’anima è smaniosissima di vedersi del tutto posseduta finalmente da questo gran Dio, dal cui amore ella si sente rubato e tra passato il cuore”.

In occasione della sua ordinazione sacerdotale, padre Pio, com’era consuetudine prepara una immaginetta ricordo in cui scrive:

“Gesù mio sospiro e mia vita oggi che trepidante ti levo il mistero di amore con te io sia pel mondo Via Verità e Vita e per te sacerdote Santo vittima perfetta.

E’ sublime il modo in cui descrive questo amore ed ancora più sublime è il modo e la costanza con cui lo ricerca: “Il giorno di San Lorenzo fu il giorno in cui trovai il mio cuore più acceso di amore per Gesù. Quando fui felice, quanto godei tutto quel giorno!”

La ricerca dell’Amore è il segreto che anima il suo vivere e il tuo soffrire. L’amore, è la ragione della sua vita: “O morire o amare Dio”.

In tutte le sue lettere destinate ai suoi direttori spirituali padre Pio parla dell’amore che lo lega Gesù. Lo percepisce e lo conferma il padre Benedetto allorché rispondendogli afferma: “Tutto quello che avviene in voi è effetto di amore…  Egli, l’amore paziente, penetrante, smanioso, accasciato, pesto e strizzato…è con voi” (Epist.I,1069)

All’età di trent’anni circa, egli  diventa il “padre spirituale”, il ricercato consigliere, la guida sicura di tanti confratelli, compresi coloro che, per il passato, lo erano stati per lui. Questi, infatti, il padre Agostino il padre Benedetto, meglio di ogni altro conosco la sua spiritualità e il suo amore verso Gesù e il prossimo.

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Anna maria Scopece

Vi ringrazio x vostri commenti, di ogni giorno 🙏grazie

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