71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Gli auguri di Padre Pio nel primo giorno dell’anno

Una lettera dedicata ai suoi figli spirituali

Nell’Epistolario IV di Padre Pio troviamo una sua meditazione sul primo giorno dell’anno.

Incominciamo oggi, o fratelli, a fare il bene, ché nulla fin qui abbiamo fatto. Queste parole, che il serafico padre s. Francesco nella sua umiltà applicava a se stesso, rendiamole nostre all’inizio di questo nuovo anno.
Veramente nulla abbiamo fatto fino ad oggi o, se non altro, ben poco; gli anni si sono susseguiti nel sorgere e nel tramontare, senza che noi ci domandassimo come li avevamo impiegati; se niente vi era da riparare, da aggiungere, da togliere nella nostra condotta.

Abbiamo vissuto all’impensata come se un giorno l’eterno giudice non dovesse chiamarci a sé e chiederci conto del nostro operato, del come abbiamo speso il nostro tempo. Eppure di ogni minuto dovremo rendere strettissimo conto, di ogni movimento della grazia, di ogni santa ispirazione, di ogni occasione che ci si presentava di fare il bene.

La più lieve trasgressione della legge santa di Dio sarà presa in considerazione. Poveri noi! Non sarà allora il caso di ripetere spaventati ed atterriti del giusto giudizio di Dio: “O monti, rovesciatevi; o terre, apritevi ed inghiottitemi, perché io tremo alla presenza dell’Altissimo“. E se poi Dio dovesse pronunziare questa condanna: “Va’ servo infedele, al fuoco eterno“, sarà finita per sempre per noi, o meglio comincerà per noi un tempo senza fine di atrocissime pene e d’incomprensibili spasimi.
Allora vorremmo richiamarci indietro un minuto solo del passato per riparare, per espiare, staremmo contenti secoli e secoli in quel carcere orrendo purché alla fine ci fosse concesso di ritornare sulla terra a far migliore uso del tempo.

Eppure, una volta suonata la nostra ultima ora, cessati i battiti del nostro cuore, tutto sarà finito per noi, ed il tempo di meritare e quello pure di demeritare. Tali e quali la morte ci troverà, ci presenteremo a Cristo giudice. I nostri gridi di supplica, le nostre lacrime, i nostri sospiri di pentimento, che ancora sulla terra ci avrebbero guadagnato il cuore di Dio, avrebbero potuto di noi fare con l’aiuto dei sacramenti da peccatori dei santi, oggi più a nulla valgono, il tempo della misericordia è trascorso, ora incomincia il tempo della giustizia.

Chi ha tempo, non aspetti tempo; non rimandiamo al domani, cioè che oggi possiamo fare. Del bene di poi son riboccanti le fosse… Eppoi chi dice a noi che domani vivremo? Ascoltiamo la voce della nostra coscienza, la voce del real profeta: “Oggi se udirete la voce del Signore, non vogliate otturare il vostro orecchio“.  La palma della gloria non è serbata se non a chi combatte da prode fino alla fine. Incominci dunque quest’anno il nostro santo combattimento. Dio ci assisterà e ci coronerà di un eterno trionfo. Deo gratias.

Padre Pio da Pietrelcina

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