Padre Paolo Covino nel suo libro “Ricordi” racconta un episodio significativo avvento nella sacrestia della chiesetta antica di Santa Maria delle Grazie. Il fatto riguarda il sign. Canaponi Giuseppe di Sarteano (SI).


Il Padre alzò gli occhi al cielo, mi diede l’assoluzione, e mi sentii benissimo. Egli mi disse: “Prometti di mutar vita. Diversamente a che serve la grazia?” “Promisi, baciai la mano, raccolsi la stampella ed il bastone e cominciai a camminare speditamente. Mia moglie, al vedermi guarito, mi venne incontro con il figlioletto e piangemmo commossi. Tornammo all’albergo, poi tornammo a ringraziare Padre Pio che ci disse: “Non l’ho fatto io la grazia. L’ha fatta il Signore. Ringraziate Lui.”
Canaponi mori’ nel 1973 a settant’anni. Due mesi prima di morire Padre Paolo Covino incontrò Giuseppe nella sacrestia a san Giovanni Rotondo e si fece ripetere da lui la storia della sua guarigione. Quando raccontava la sua storia Giuseppe Canaponi ripetera’ tante volte: “Sono una sfida vivente alle leggi fisiche.” “I medici vedono le lastre col ginocchio fuori posto, il femore storto con tessuto calloso intorno alla rotula del ginocchio, e rimangono sbalorditi che io cammino speditamente. Ecco perche’ mi ritengo un morto ambulante.”

