
Ci può essere un amore senza avere un volto da amare? Si può cercare un tale amore, ma non è possibile incontrarlo. La stessa nostra vicenda umana fondamentale, la nostra scoperta ed esperienza del mondo, ha preso avvio, anche se ormai ne abbiamo solo un vago ricordo, dall’incontro con il “volto” di nostra madre: su quel volto abbia-mo imparato a decifrare l’amore o l’indifferenza o, per qualcuno, l’ostilità… Proprio nell’incontrarsi dei volti abbiamo fin d’allora imparato a conoscere l’amore. Questa è infatti la vocazione umana e cristiana primordiale: dare volto all’amore. Anche l’incarnazione, l’assumere da parte di Dio un corpo umano, ha voluto significare che Dio stesso non poteva restare amore senza diventare volto. Così alcuni uomini lo han-no visto, ascoltato, toccato con mano (cfr. 1Gv 1,1) nelle fattezze di Gesù di Nazaret.
L’amore chiede, reclama un volto! E chiunque conosce la Scrittura sa che chi cerca Dio cerca un volto: «Il tuo volto, Signore, io cerco» (Salmo 27,8).
Tuttavia, in questa “assenza del volto” che nessuno può compiutamente riempire, il Signore ci ha lasciato delle tracce del suo volto: impronte di una presenza impresse ancora e sempre in un volto! Gesù ha rivelato anche di essere presente sotto altri volti, là dove non avremmo pensato di poterlo trovare: nel viso alterato dell’ammalato, nello sguardo esausto dell’affamato, negli occhi imploranti del bisognoso, nel rossore dell’ignudo (Mt 25).
Cristo si è identificato con l’uomo, qualunque uomo, «un uomo in cammino»; nel tempo della storia, nel tempo che è il nostro, Cristo vivente è rappresentato dal volto del fratello che ci vive accanto, soprattutto il fratello sofferente: il nostro percorso verso il faccia a faccia con Dio passa innanzitutto attraverso il luogo del com-patire, del soffri-re insieme all’altro. Sì, l’unico volto che possiamo vedere è quello dell’uomo, dell’altro.
È lì che occorre vedere Dio: «Hai visto tuo fratello? Hai visto Dio!»

“Signore Gesù, noi questa sera ti chiediamo come comunità credente di offrire la possibilità ai giovani di intravedere una vita nuova, lo ammettiamo Signore essere ciechi equivale anche a essere mendicanti,nella condizione di mendicanti è difficile trovare qualcuno disposto ad ascoltare le proprie necessità, perchè quando si è mendicanti bisogna imparare a sopravvivere con le briciole che gettano i passanti. Siamo mendicanti di vita, siamo mendicanti di sogni, di nuove visioni.I nostri giovani mendicano attenzione, ascolto e mendicano un volto che sappia guardarli, che li guardi nella profondità con amore e che sappia tirarli fuori da questa insopportabile cecità che imperversa la nostra comunità e a volte anche comunità cristiana. Il tuo volto Signore noi cerchiamo, il tuo volto Signore cercano questi nostri giovani, non nasconderci il tuo volto.”

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O Jesus my prayer is that my son will have a chance of beholding your face, the face of love, the face of hope, the face of unlimited trust in the Father. May St Pio of Pietrelcina through his prayers obtain graces for us this day for we thirst to see the face of God, the face of Love and Truth.