

“Il tutto avvenne il 18 agosto del 1958 a 13 mesi e 4 giorni dalla mia Ordinazione Sacerdotale. Pervenni a S. Giovanni Rotondo, pronto a tempo per assistere alla S. Messa celebrata da P. Pio sul piazzale dinanzi alla nuova Chiesa, dove era preparato un Altare e i fedeli – erano tanti, numerosi e silenziosi – circondavano come un grande abbraccio quell’altare.
“Vidi il grande fervore col quale P. Pio celebrava. Ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte al Cristo sofferente… Sacerdote e vittima. al termine della Santa Messa lo incontrai.
“Ed eccolo, Lo vidi giù in fondo alla scala che si accingeva a a salire. Mi vide e sorridente, mentre saliva, esclamò: Ecco un Camilliano . Poi avvicinandosi e porgendomi la mano da baciare, mi disse: Da dove vieni… Dalla Sicilia Padre Pio , risposi. E Lui, accarezzandomi la testa riprese: Questo Siciliano… lo sa Padre – riprese P. Pio – lo sa che io sto alla cella n. 5 occupata un tempo da S. Camillo? – era la cella degli ospiti – Sì, risposi. E Lui: Ma non sa una cosa!… che S. Camillo la abitò una sola notte e si fece santo… ed io che vi abito da trenta anni sono ancora un povero diavolo… e scoppiò in una fragorosa risata, mentre ridandomi la mano da baciare mi salutò dicendo: Preghi per me…, e si recò da quelli che lo aspettavano.”
La conversione di San Camillo è avvenuta fra il 1 e il 2 febbraio del 1575, mentre questi provenendo dal Convento di San Giovanni Rotondo, nel tragitto verso la città di Manfredonia (FG) si fermò in zona “Valle dell’Inferno” e lì decise di abbracciare la vita cappuccina. In quella occasione dimorò nella cella N. 5 del convento di Santa Maria Delle Grazie: la stessa che, tre secoli dopo, fu la cella di Padre Pio.Nel bel mezzo del tratturo che attraversava una pietraia lunare mista a neve gelata, Camillo cadde a terra dall’asino e battendosi fortemente il petto implorando “…perdona Signore, perdona questo gran peccatore… donami spatio di vera penitenza…”.
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La Cella n. 5 rimase sempre lo studio di Padre Pio , anche quando per motivi logistici si trasferì in altra parte del Convento. Ed è in questa “cella” che la ” Casa Sollievo” vede le sue origini. Lo confermano le parole di P. Paolino Rossi, postulatore generale: “Il 9 gennaio 1940 nasceva nella sua cella l’idea e il sogno di realizzare “un grandioso ospedale, espressione della Carità di Cristo e che potesse accogliere gratuitamente, come un nuovo Cottolengo, tutti gli ammalati. Il principio ispiratore del personale medico e non, deve essere: in ogni bisognoso c’è Cristo”.


Proprio per ricordare questo legame il 1 febbraio 2018, al termine della Celebrazione Eucaristica vespertina, il ministro della religiosa provincia di Sant’Angelo e Padre Pio, fr. Maurizio Placentino ha benedetto il mosaico che ritrae San Camillo de Lellis con un malato tra le braccia, nel Santuario di Santa Maria delle Grazie. Si tratta del terzo mosaico aggiunto in chiesa dopo quelli di Giovanni Paolo II e Madre Teresa.
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