
Padre Pio e Padre Raffaele
Il 5 aprile del 1956, infatti, a San Giovanni Rotondo, scrisse: “O anima candida ed eletta di padre Raffaele, io non sono stato degno di far parte di coloro che ti hanno conosciuto nel tuo pellegrinaggio terreno, ma ringrazio Iddio, che mi ha fatto conoscere al profondo delle tue virtù. La tua vita mi rapisce la mente ed il cuore, e piaccia a Dio di poterti, anche in minima parte, imitare. Ora che tu godi la visione di Dio, prega per me per la provincia monastica, affinché lo spirito tuo e quello del Serafico padre risplendano sempre più nei singoli suoi figli”.
Al secolo si chiamava Domenico Petruccelli. Era nato Sant’Elia a Pianisi il 14 dicembre del 1816 da Salvatore e Brigida Mastrovita. Da ragazzo aveva iniziato diversi mestieri ma con poco entusiasmo. Nel suo cuore aveva il desiderio di entrare convento, tra i cappuccini e divenire figlio del poverello d’Assisi. Solo a diciotto anni riuscì ad ottenere il consenso del venerato genitore, che per lui sognava un avvenire diverso. E, col benestare di padre Francesco Maria da Gambatesa, entrò nel noviziato di Morcone dove il 10 novembre del 1834, indossò l’abito francescano e prese il nome dell’Arcangelo Raffaele. L’anno successivo emise i voti, promettendo al Signore di vivere, per tutta la vita, in povertà, in castità e in obbedienza. A lui bastava essere diventato un frate minore cappuccino, mai i superiori vollero che si consacrasse a Dio nel sacerdozio.L’umiltà, che lo caratterizzava, gli fece esprimere la sua indegnità. In proposito disse : “Il sacerdote deve essere puro come l’acqua, perché è grande la sua responsabilità; il fratello non chierico è in condizioni di salvarsi con più facilità”.
Leggi anche: Padre Raffaele Venerabile
Praticò l’ascetica
ed ebbe esperienze mistiche


© Riproduzione Riservata
Leggi anche: Padre Raffaele Venerabile

